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Il Parlamento europeo mette un freno all’intreccio tra guerra e importazione di minerali

17/03/2017
Il Parlamento europeo mette un freno all’intreccio tra guerra e importazione di mineraliUn regolamento UE che mira a porre fine al finanziamento di gruppi armati e alle violazioni dei diritti umani collegate al commercio di minerali provenienti da zone di conflitto: il Parlamento Europeo con questa normativa obbliga tutti gli importatori europei di stagno, tungsteno, tantalio e oro ad effettuare controlli per garantire che gli obblighi di responsabilità siano rispettati dai propri fornitori.

«Il nuovo regolamento – ha dichiarato il relatore Iuliu Winkler (PPE, RO) - da la possibilità di cambiare le vite delle popolazioni in conflitto. In nostro sistema, tuttavia, funzionerà solo se applicato sul campo, se resta flessibile e se tutte le parti interessate agiranno in modo responsabile».

«Non possiamo – ha aggiunto il presidente della Commissione per il commercio internazionale, Bernd Lange (S&D, DE) – far finta di non vedere i danni che noi causiamo in altre parti del mondo. Queste norme hanno posto le basi per uno strumento in grado di spezzare il legame tra conflitti, abusi dei diritti umani e il consumo quotidiano di prodotti».

L’area maggiormente a rischio è quella del Centro Africa

Durante i negoziati del novembre 2016, la Commissione europea e il Consiglio avevano proposto solo controlli volontari, ma con questo progetto di regolamento, approvato con 558 voti in favore, 17 contrari e 45 astensioni, il Parlamento ottiene l’obbligatorietà dei controlli per gli importatori di stagno, tungsteno, tantalio e oro da zone di conflitto ad alto rischio. Le autorità degli Stati membri dovranno assicurarsi che le aziende rispettino queste norme. I materiali riciclati e i piccoli importatori, come dentisti e gioiellieri, che rappresentano il 5% delle importazioni, saranno esentati, per non imporre oneri burocratici eccessivi.

Il regolamento si applica a tutte le zone del mondo colpite da conflitti e ad alto rischio, tra le quali la Repubblica democratica del Congo e la regione dei Grandi Laghi sono gli esempi più lampanti.



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