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L’associazione nazionale degli amministratori condominiali ed immobiliari A.N.A.C.I. del Veneto, in collaborazione con la sezione veneziana, organizza giovedì 29 giugno, nella sala convegni di Villa Braida, a Mogliano Veneto in provincia di Treviso, il convegno “Potrebbe accadere” che prende in esame il rischio, presente anche nella nostra regione, di eventi sismici di forte intensità. Al convegno, con inizio alle ore 9.00, interverranno tecnici della Regione Veneto, ingegneri, esperti edili e avvocati. Le aree tradizionalmente considerate a maggiore rischio sismico nel Veneto sono l’Alpago, Valdobbiadene, il Montello nel  trevigiano, ma anche la parte settentrionale del  Lago di Garda e Lessinia, nel veronese. Però la mappa del pericolo terremoto dovrebbe essere aggiornata aumentando, al contempo, la capacità di resilienza del territorio. Questo è un processo innanzitutto culturale nel quale un ruolo importante spetta agli amministratori di condominio, chiamati a trasferire le informazioni atte a cogliere le opportunità di consolidamento strutturale degli edifici, che si possono presentare.
«Senza soluzioni su sicurezza, immigrazione, disoccupazione o cambiamento climatico, saranno le sirene populiste a colmare il vuoto»: il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, ha aperto con queste parole la Conferenza di alto livello sulla migrazione, tenutasi a Bruxelles. Solo tra il 2015 e il 2016 sono stati 2,5 milioni i richiedenti asilo nell'UE. Lo scorso anno oltre 360.000 migranti sono arrivati in Europa attraverso il Mediterraneo e sono 1.990 le persone morte o disperse in mare. L’evento ha riunito oltre 700 partecipanti che si occupano di migrazione a tutti i livelli, dall'immigrazione irregolare alla promozione dell'integrazione, dalle cause fondamentali della migrazione allo smantellamento delle reti di contrabbandieri criminali. Erano presenti alla conferenza anche i parlamentari europei, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, l'Alta rappresentante dell'Unione europea Federica Mogherini, il membro della Commissione europea per la migrazione Dimitris Avramopoulos e gli alti funzionari politici dalla Grecia e dalla Libia. Una sicurezza ‘europea’ con la condivisione delle informazioni e delle tecnologie Il presidente Tajani ha accusato i populisti di «seminare sdegno e paura e di creare l’illusione di potersi chiudere dentro muri e frontiere, lasciando i problemi alla porta».  «Tutte le istituzioni UE – ha affermato Tajani – sono chiamate a decidere senza indugio sulla riforma del diritto di asilo: serve una strategia europea che vada alla radice dei problemi. Dinanzi al verificarsi di attentati ormai quasi quotidiani, il terrorismo è sempre più in cima alle preoccupazioni degli europei. La vera sicurezza dipende dalla capacità di collaborare, di fidarci gli uni degli altri, del condividere banche dati e informazioni, tecnologie e scambi di buone pratiche, nel coordinamento tra le intelligence europee e quelle dei paesi terzi».
Mezzo migliaio di studenti; 23 scuole; 4 associazioni; 146 disegni e 10 sculture: questi i numeri, del “Progetto Dario Fo”, presentato nella sede direzionale del Valecenter dal direttore dello shopping center Alberto Marinelli e dalla coordinatrice di ABConlus Marina Salvato, presenti alcuni rappresentanti delle Amministrazioni comunali coinvolte. Il concorso ha per tema “Gli animali fantastici di Darwin” ed è riservato agli alunni delle scuole elementari e medie della provincia di Venezia e Treviso, promosso dall’associazione ABConlus con la consulenza della compagnia teatrale Fo-Rame e in collaborazione con Valecenter. Da lunedì 3 luglio tutti gli elaborati saranno esposti nella galleria dello shopping center di Marcon dove sabato 15 luglio, alle 18, sarà inaugurata la mostra delle sculture di grandi dimensioni (2mx2m) che il maestro Enrico Berico, a lungo amico vicinissimo a Fo, ha realizzato nel suo studio di Cesenatico a partire da quelli selezionati come vincitori. Le opere prodotte dagli alunni di 23 scuole saranno in esposizione a Marcon fino ad agosto “Darwin – ha spiegato Jacopo Fo intervenendo in videocollegamento – era l’idea di raccontare l’evoluzione, reale o fantastica, come strumento di sollecitazione dei bambini. Purtroppo la malattia principale della società odierna è la mancanza di passione. Alle grandi potenzialità tecnologiche spesso corrispondono attività totalmente alienanti. Il nostro intento, perciò, è stato quello non solo di promuovere la cultura, ma anche di coinvolgere le persone nell’arte e per l’arte, per dare loro la possibilità di esprimere al meglio la propria persona e d’interagire con le altre». Il figlio di Dario Fo interverrà a Valecenter il 15 luglio per l’inaugurazione della mostra del maestre Berico e sarà anche alla Feltrinelli per presentare il libro scritto poco prima di morire dal Premio Nobel per la Letteratura “Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?”, nell’ambito di un tour che in quei giorni lo vedrà impegnato in tutto il Veneto. Nel mese di agosto e settembre i disegni del concorso saranno ospitati nelle cantine Pizzolato di Villorba; da ottobre e per tutto il prossimo anno scolastico dovrebbero (le trattative sono ancora in corso) spostarsi nel museo archeologico di Altino, proprio dove Dario Fo era stato lo scorso anno per un evento partecipatissimo e già entrato nella storia della comunità altinate. Il “Progetto Dario Fo” è sostenuto da Assicurazioni Generali e realizzato in collaborazione con i partner tecnici Fallani e Leroy Merlin.
Giunto alla sua trentesima edizione il premio “Una vita nella musica”, fondato nel 1979 da Bruno Tosi per celebrare le personalità più illustri della scena musicale internazionale, è stato consegnato in questo 2017 a Sir John Eliot Gardiner, in queste settimane al Teatro la Fenice per l’eccezionale presentazione della trilogia monteverdiana. Nelle motivazioni del premio si legge peraltro che: “dev’essere prima di tutto sgomberato l’equivoco che il Maestro inglese sia un interprete ‘specializzato’ nella musica antica”. “In realtà – si sottolinea – Sir Gardiner attraversa da mezzo secolo la scena artistica internazionale in maniera del tutto originale, senza dogmi né pregiudizi, interpretando con lo stesso inestinguibile amore per il far musica lavori di ogni epoca e genere, dalla musica sacra all’opera, dal poema sinfonico alle grandi forme strumentali della musica assoluta. Sir John è stato folgorato da ragazzo dall’ascolto dei Vespri della Beata Vergine di Monteverdi, che hanno rivelato al promettente studente di Cambridge l’infinita ricchezza di sfumature del suono, e la potenza espressiva del chiaroscuro della voce umana e del timbro degli strumenti. Non a caso, il primo organismo musicale creato da Gardiner, oltre 50 anni fa, porta il nome di Monteverdi, un autore che continua a rimanere al centro del suo Pantheon artistico”. Assegnato anche il premio per i giovani che stanno emergendo nel panorama internazionale Nel percorso musicale del Maestro Gardiner non si possono dimenticare le sue esecuzioni di Johann Sebastian Bach, al quale il direttore ha dedicato un’estesa monografia tradotta in italiano nel 2015 da Einaudi col titolo “La musica nel castello del cielo”, e gli allestimenti delle opere di Mozart. Ma anche le sue esperienze con l’Orchestre Revolutionnaire et Romantique e le interpretazioni della musica di Berlioz e dei musicisti romantici. Il comitato scientifico formato da Mario Messinis (presidente), Oreste Bossini, MassimoContiero, Andrea Estero, Gian Paolo Minardi, Giorgio Pestelli e Francesca Valente ha inoltre assegnato alla musicologa Liana Püschel, al gruppo Mdi Ensemble e al compositore Daniele Ghisi il Premio Una vita nella musica Giovani, categoria speciale dedicata alle nuove generazioni della quale si è celebrata quest’anno la quinta edizione.
Successo per la terza edizione del Festival del Giornalismo di Ronchi dei Legionari, organizzato dall'associazione culturale “Leali delle Notizie”: oltre 12mila le visualizzazioni dei video online, trasmessi in diretta sulla pagina Facebook dell’associazione. Nell'ultima serata del premio, tre gli incontri programmati che hanno attirato un folto pubblico. Il primo è stato sviluppato sul tema “Un mondo a pezzi: confini reali e confini mentali”, presenti Christiana Ruggeri del Tg2 e di Adib Fateh Ali di Askanews, moderati dal direttore de Il Piccolo, Enzo D'Antona, ed in collegamento telefonico Lucia Goracci, inviata della Rai in zone di crisi. L'aperitivo letterario ha presentato, praticamente in prima nazionale, il libro di Christiana Ruggeri: “Dannati. Reportage dal carcere venezuelano più pericoloso del mondo”. A chiudere la serata l’appuntamento dedicato al terremoto che ha colpito il centro Italia lo scorso anno attraverso gli interventi di Emanuela Bonchino di Rainews24, Sabrina Vecchi di Rietilife.it, Giorgio Visintini della Protezione Civile e Giuseppe Rinaldi, presidente della provincia di Rieti. A moderare il dibattito il presidente dell'ordine regionale dei giornalisti, Cristiano Degano. Il tutto, per la prima volta, in diretta streaming. per l'edizione 2017, che ha raggiunto tutti gli interessati anche direttamente a casa,guadagnando, nonostante fosse la "prima volta", un successo decisamente ottimo.
Un’indagine guidata da European Environmental Bureau (EEB), Friends of the Earth Europe and Zero Waste Europe, ha analizzato le posizioni dei ventotto Paesi dell’Unione (ancora compresa la Gran Bretagna, quindi) per capire chi oggi in Europa stia effettivamente lavorando per far crescere l’economia circolare e chi invece, al di là delle dichiarazioni ufficiali, remi contro. E dall’analisi dei dati raccolti dalle associazioni ambientaliste, il Consiglio europeo risulta diviso tra “leaders” e “idolenti”, i buoni ed i cattivi con in mezzo un’ampia fascia grigia. Nella prima categoria, quella di coloro che si oppongono agli obiettivi di crescita dell’economia circolare approvati dal Parlamento europeo, figurano Paesi come l’Ungheria, la Lituania e la Lettonia ma anche la Finlandia e la Danimarca. L’Italia è indietro perché lavora troppo poco per ridurre i rifiuti   Nella ‘fascia grigia’ l’indagine colloca l’Italia, insieme a Repubblica Ceca, Svezia, Portogallo, Lussemburgo e Slovacchia: Paesi che sono a favore di un obiettivo di riciclo del 65%, ma puntano al ribasso con i target relativi alla preparazione al riutilizzo e di prevenzione dei rifiuti, tutte misure che costituiscono priorità del pacchetto dell’economia circolare.  Sul fronte dei ‘buoni’ invece si collocano, non senza qualche sorpresa, Paesi che lottano ancora con la gestione dei rifiuti, come la Grecia e la Romania e la Spagna, e che chiedono un maggiore sostegno a riciclo, prevenzione e riutilizzo. Ma la palma dei ‘leaders’ va riconosciuta a Francia, Belgio e l’Olanda che sono gli Stati che maggiormente sostengono lo sviluppo dell’economia circolare. Secondo Piotr Barczak, responsabile rifiuti e della campagna dell’EEB, le nuove misure sull’economia circolare pensate dal Parlamento europeo potrebbero creare 800.000 nuovi posti di lavoro e generare  72 miliardi di euro l’anno di risparmi in tutta Europa. 
La Commissione europea ha pubblicato il 31 maggio un documento di riflessione che considera il futuro dell’unione economica e monetaria, le azioni intraprese dal Parlamento e i passi successivi che i deputati europei richiedono per ricostruire la fiducia nel sistema bancario e finanziario e per incoraggiare gli investimenti e la crescita nel ‘dopo crisi’. Il documento sottolinea come molti Governi abbiano registrato deficit di bilancio anche negli anni di prosperità e come le cose siano solo peggiorate quando le entrate fiscali si sono ridotte e le banche hanno avuto bisogno del supporto dei contribuenti e del denaro pubblico per non affondare. Per questo il Parlamento ha adottato una legislazione che rende la Banca Centrale Europea (BCE) direttamente responsabile della supervisione di più di cento fra le grandi banche della zona euro e questo assicurerà una migliore sorveglianza riducendo i costi per i contribuenti e l’economia. Nella prossima seduta Plenaria il Parlamento aumenterà i fondi per le piccole imprese L’Unione europea ha preso misure anche per assicurare il coordinamento fra le politiche economiche e fiscali dei vari Paesi ed a tal fine è stato lanciato il ‘Semestre europeo’, un ciclo annuale in cui la Commissione europea fornisce delle raccomandazioni per ciascun paese UE, raccomandazioni che sono poi adottate dai governi nel Consiglio e messe in atto a livello nazionale. Inoltre una delle preoccupazioni del Parlamento europeo è certamente l’evasione fiscale essendo questa una delle ragioni dei bilanci ridotti di alcuni Stati. Problemi bancari e debiti pubblici alle stelle hanno significato pochi finanziamenti disponibili, che fossero pubblici o privati, per far ripartire l’economia. Per questa ragione l’UE ha lanciato nel 2015 un ambizioso piano triennale di investimento che usa garanzie UE per smuovere 315 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati. E nella plenaria di giugno il Parlamento porterà gli investimenti nell’economia dell’Unione a 500 miliardi entro la fine del 2020. Piccole e medie imprese innovative saranno le beneficiarie dell’estensione del piano.
E’ giocata, come di consueto, su di un saggio equilibrio fra repertorio di qualità (che fa bene alle casse del Teatro) e nuove proposte (che ne accreditano la fama di ente produttore di cultura ad alto livello) la stagione lirica 2017-2018 della Fenice di Venezia; quell’equilibrio che costituisce il segreto del successo sempre crescente di un Teatro che ha saputo coniugare in maniera esemplare le esigenze del bilancio con quelle artistiche, rappresentando, in un’epoca di risorse scarse come l’attuale, un modello da seguire. L’altra alternanza virtuosa e ormai consolidata è quella che vede gli spettacoli dividersi fra la sala principale ed il teatro Malibran, quest’ultimo riservato all’offerta definibile di nicchia. Infatti, diversificando le location, si valorizza il patrimonio teatrale veneziano (quello che rimane al termine di una storia lunga e gloriosa) e si può presentare ogni proposta all’interno della cornice più adeguata sotto i profili artistico e tecnico. Esaurita la premessa, va detto subito che la stagione, l’ultima firmata dal sovrintendente Cristiano Chiarot già designato alla guida del Maggio Musicale Fiorentino, è viva e stimolante. Si inaugura, come di consueto, a novembre, con “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi, affidato al direttore d’orchestra sudcoreano Myung-Wun Chung, musicista fra i più illustri che siano saliti sul podio della Fenice nella sua storia recente. La nuova produzione si segnala anche per la regia di Gianmaria Aliverta, giovane artista già sperimentato a Venezia nel repertorio del novecento e che ora si mette alla prova con la grande tradizione del melodramma italiano. I due punti di riferimento della stagione sono questo “Ballo in maschera”, che la apre, e “Semiramide” di Rossini, che la chiude ad ottobre del prossimo anno. Anche quest’ultima è una nuova produzione, pensata all’interno del Progetto Rossini, voluto dal Teatro per celebrare il centocinquantesimo anniversario della morte del compositore pesarese. E si tratta di una produzione di particolare valore ed impegno, sia per la bellezza sublime dell’ardua partitura, sia per il valore del cast, guidato dal maestro Riccardo Frizza, e che vede nel ruolo del titolo il soprano australiano Jessica Pratt. Nel mezzo, fra Verdi e Rossini, una serie di titoli sfiziosi, per questa volta tutti italiani, almeno per quanto riguarda l’opera vera e propria. A gennaio, al Malibran, è prevista una rarità assoluta, rappresentata per la prima volta nel 1802 al teatro San Moisé di Venezia e mai andata in scena in tempi moderni. La sua riproposta si è resa possibile grazie al recente ritrovamento del manoscritto con la partitura. Si tratta de “Le metamorfosi di Pasquale”, farsa di un compositore noto per lavori ben più paludati quale Gaspare Spontini. A seguire, per onorare come si deve il Carnevale, “Die lustige Witve” (La vedova allegra), la celebre operetta di Franz Lehàr che sarà presentata al pubblico in un nuovo allestimento firmato da Damiano Michieletto. E sarà interessante vedere in che modo l’estroso regista si lascerà ispirare dal tradizionale capolavoro. Ad aprile un altro appuntamento di alto livello, al Malibran, con “Orlando furioso” di Antonio Vivaldi. Un cast di specialisti sarà guidato dal maestro Diego Fasolis. Con uno di quei voli spericolati che sono belli e stimolanti in teatro, dopo il barocco tocca alla musica contemporanea, con la prima esecuzione italiana di “Richard III” di Giorgio Battistelli, dall’omonima tragedia di Shakespeare. Fra l’altro, occhio alla regia, affidata ad un grande del palcoscenico come Robert Carsen. Da segnalare anche le riproposte di un repertorio che, oltre ad essere una sicurezza per il botteghino grazie soprattutto ai turisti sempre benvenuti, rappresenta nel contempo la valorizzazione di classici che appartengono alla storia della cultura del nostro Paese: ci si riferisce alla storica “Traviata” con la regia di Robert Carsen e l’attesissimo debutto nel ruolo del titolo del soprano Nadine Sierra; al “Barbiere di Siviglia”, che vedrà sul podio quell’eccellente artista che è il tenore Gregory Kunde; alla “Bohème”, diretta da Myung-Whun Chung; a “Madama Butterfly”, con scene e costumi della giapponese Mariko Mori; a “Elisir d’amore”, con la regia di Bepi Morassi; a “Norma”, con il ritorno a maggio, nel ruolo della protagonista, dell’inarrivabile Mariella Devia. All’interno del citato Progetto Rossini sarà ripreso anche il “Signor Bruschino”, sempre con la regia di Bepi Morassi. Infine, da segnalare la consueta e benemerita programmazione per le scuole in collaborazione con il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia: al teatro Malibran saranno presentate “Zenobia, regina de’ Palmireni” del veneziano Tomaso Albinoni e “Il regno della luna” di Niccolò Piccinni. Adolfo Andrighetti
Sono già oltre 500 le ragazze iscritte ai provini per le pre-selezioni di “Donnavventura” ed il Centro Commerciale Valecenter di Marcon (VE) si prepara ad ospitare una tappa del noto programma di viaggi che da 28 anni appassiona tutti gli italiani. Il le pre-selezioni di Donnavventura 2018, si terranno sabato 17 e domenica 18 giugno, dalle ore 10.30 alle 19.00 in Galleria.   A selezionare le aspiranti protagoniste della prossima edizione, attraverso dei video provini, saranno alcune tra le Donnavventura più amate dal pubblico capitanate dalla veterana Ana Saranovic. Donnavventura® nasce nel 1989 come raid foto-giornalistico dedicato al reportage di viaggio al femminile. Protagonista, ogni anno, dell’avvincente esperienza è un team di ragazze selezionate fra oltre 165.000 candidate pronte a diventare per 100 giorni reporter ed a cimentarsi in una emozionante spedizione nei luoghi più remoti e inesplorati della Terra.
Sono già oltre 500 le ragazze iscritte ai provini per le pre-selezioni di “Donnavventura” ed il Centro Commerciale Valecenter di Marcon (VE) si prepara ad ospitare una tappa del noto programma di viaggi che da 28 anni appassiona tutti gli italiani. Il le pre-selezioni di Donnavventura 2018, si terranno sabato 17 e domenica 18 giugno, dalle ore 10.30 alle 19.00 in Galleria.   A selezionare le aspiranti protagoniste della prossima edizione, attraverso dei video provini, saranno alcune tra le Donnavventura più amate dal pubblico capitanate dalla veterana Ana Saranovic. Donnavventura® nasce nel 1989 come raid foto-giornalistico dedicato al reportage di viaggio al femminile. Protagonista, ogni anno, dell’avvincente esperienza è un team di ragazze selezionate fra oltre 165.000 candidate pronte a diventare per 100 giorni reporter ed a cimentarsi in una emozionante spedizione nei luoghi più remoti e inesplorati della Terra.

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