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Il Presidente di Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia, Massimo Zanon, esprime soddisfazione per la ripresa del negoziato tra Governo e Regione in tema di autonomia e saluta favorevolmente gli esiti dell’incontro tenutosi a Roma tra il Ministro degli Affari Regionali, Erika Stefani ed il Governatore del Veneto, Luca Zaia, presenti i consulenti giuridici della Regione. «Ora si avvii un dialogo serrato con le categorie per predisporre assieme i provvedimenti necessari a dare una marcia in più anche alle piccole e medie imprese, motore dello sviluppo del Veneto e delle sue città – commenta il Presidente di Confcommercio Metropolitana Venezia – a cominciare dalla ripresa dei lavori ai tavoli tematici tra la Regione e le rappresentanze economico-sociali per dettare le priorità, su cui impegnarsi una volta che la trattativa Stato-Regione sarà conclusa. In particolare, ci attendiamo che una maggiore autonomia in ambito in economico e finanziario incida subito su due punti fondamentali: credito e minor pressione fiscale. Con urgenza si dovranno approvare nuove norme, che consentano alle piccole e medie imprese di accedere più facilmente al credito, troppo spesso asfittico, semplificando e adeguando anche la capacità finanziaria a disposizione, altrimenti questo tessuto di imprese è destinato a chiudere; un nuovo meccanismo più efficiente e adeguati fondi garanzia costituiranno un primo strumento, perché le micro e piccole aziende tornino ad essere i punti di eccellenza per il rilancio di tutti i settori manifatturieri e del terziario, del turismo e dell’economia urbana. Ma ancor più-sottolinea preoccupato Zanon -la vera priorità per dare ossigeno all’economia rimane la diminuzione della pressione fiscale: da sempre Confcommercio chiede che le imprese paghino effettivamente su quanto fatturato, mentre vedono i costi fissi lievitarea causa di imposte e tributi locali,costi e accise sull’energia, che non tengono conto né del fatturato, né dei cicli economici negativio delle difficoltàdelle aziende, soprattutto quelle piccoleo familiari». Zanon conclude, sottolineando: «Siamo stati i primi a chiedere almeno di non tassare i beni immobili strumentali di impresa, soprattutto quelli sfitti o non produttivi; ben venga l’attenzione del nuovo Governo. Ora serve concretezza a cominciare dalla politica fiscale e tributaria, altrimenti ogni riforma, autonomia compresa, troverà i territori senza più imprese».
«Sulla fatturazione elettronica rimangono parecchie perplessità non solo rispetto all’obbligo generalizzato, che scatterà dal prossimo anno, ma soprattutto per la partenza anticipata del 1° Luglio, che interesserà anche molte aziende edili. Tale periodo, infatti, pur rappresentando un’utile prova, potrebbe dimostrarsi non sufficiente a consentire, soprattutto alle aziende meno strutturate, di adeguarsi alle nuove regole, così come all’amministrazione finanziaria di implementare i propri sistemi, adeguandoli alla consistente mole di nuovi dati da gestire». A dichiararlo è Ugo Cavallin, Presidente di ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Venezia, organizzatrice del convegno “Fatturazione elettronica 4.1 Arrivare preparati”, svoltosi alla Cittadella dell’Edilizia di Marghera. «Auspichiamo – prosegue il Presidente di ANCE Venezia – che il Governo dia seguito concreto al dichiarato obiettivo di semplificare gli adempimenti contabili anche creando un fisco digitale; tale atteso cambiamento potrà iniziare dall’esclusione di qualsiasi duplicazione di comunicazioni o dichiarazione di dati, già in possesso dell’amministrazione finanziaria o di altre amministrazioni pubbliche. Infatti, il sistema della fatturazione elettronica consentirà un giusto automatismo nella contabilizzazione delle fatture nei sistemi contabili aziendali, ma comporterà anche un onere a carico delle aziende, che potrà essere compensato da sostanziali semplificazioni amministrative e contabili». Analoghe perplessità sulla tempistica di avvio delle nuove procedure di fatturazione elettronica è stata espressa dal Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia, Massimo Da Re,mentre il Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate del Veneto, Pierluigi Merletti, ha offerto massima disponibilità ad un costruttivo e costante confronto, soprattutto nella fase di avvio del nuovo sistema.
Ancora sotto lo scacco di un declassamento per molti versi incomprensibile, il Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” riparte dai suoi numeri migliori con un impegno culturale che comunque lo conferma ben oltre i parametri di tanti ‘teatri nazionali’. Ed i numeri dicono che gli abbonati sono sempre di più con un +15% e altrettanto gli spettatori sono cresciuti lo scorso anno del +42%. Il risultato è che la platea veneziana è occupata per oltre il 65% in media, nell’arco cioè dell’intero anno di programmazione. La stagione 2018-2019 proporrà tra Venezia e Padova qualcosa come 58 titoli e più di 140 serate di programmazione in un mix di spettacoli che spaziano dai testi classici a quelli contemporanei, con attori celebri come emergenti, in ogni genere di rappresentazione. Con una caratteristica, che è stata sottolineata nel corso della presentazione del cartellone dal presidente dello Stabile, Angelo Tabaro: quella di “una presenza femminile preponderante”. Il dramma di chi fugge dal proprio Paese messo in scena nel monologo di Ottavia Piccolo C’è un altro aspetto che è nell’orgoglio del “Carlo Goldoni”: l’ultimo spettacolo, nell’aprile del 2019, sarà una edizione del “La casa nova”. Il testo goldoniano sarà messo in scena, con Giuseppe Emiliani alla regia, dalla Compagnia Giovani formata dagli ex allievi delle due scuole di teatro venete, l’Accademia Palcoscenico dello Stabile e l’Accademia Teatrale Veneta. A questi giovani si offre una opportunità che diventa un ‘fiore all’occhiello’ per l’attività dello Stabile. E se il direttore Massimo Ongaro sottolinea che la proposta di undici spettacoli di prosa, sei di danza, due comici ed anche uno di magia per il ritorno sul palcoscenico di Silvan, sono un impegno per intercettare un pubblico sempre più vasto e variegato, certamente uno spettacolo è destinato a fare scalpore. È quello con Ottavia Piccolo, un monologo con musica che racconta la vicenda di quella donna iraniana in fuga con la figlioletta dal suo Paese e che come profuga ha attraversato tutta l’Europa. «Sono stufa – ha detto Ottavia Piccolo – di sentir dire ‘aiutiamoli a casa loro’: questo spettacolo mi aiuta a non voltare la testa dall’altra parte».
Dal 2008, il Premio del “Cittadino del Parlamento europeo” è assegnato a singole persone oppure a gruppi, organizzazioni e associazioni che si siano distinte per rafforzare l'integrazione europea e il dialogo tra i popoli, mettendo in pratica i valori della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Per questa undicesima edizione del premio, sono cinquanta i premiati, dai ventotto Stati membri, ad aver ricevuto il riconoscimento a livello dell’intera UE. Quattro sono italiani. La giuria, presieduta dalla cancelliera Sylvie Guillaume (S&D, FR), ha assegnato un premio al professor Antonio Silvio Calò, insegnante di storia e filosofia al liceo Canova di Treviso: da giugno del 2015 ospita nella sua abitazione sei immigrati africani. In seguito ai tragici eventi di Lampedusa del 2015 in cui centinaia di migranti persero la vita nel disperato tentativo di raggiungere la costa italiana, il professor Calò, insieme alla sua famiglia, da semplice cittadino, si rese disponibile con la Prefettura ad accogliere presso la sua abitazione alcuni dei sopravvissuti del naufragio. L’accoglienza in Veneto, l’autismo, la sofferenza psichica e l’assistenza agli albini africani nelle motivazioni dei premi Un premio è stato assegnato alla Fondazione B.A.P. ONLUS, che sostiene e promuove il Centro abilitativo per minori Francesco Faroni, rivolto a ragazzi e bambini autistici. Oggi in questo centro sono seguiti novanta minori a partire dall'età di due anni, a titolo completamente gratuito. Vengono sperimentati moduli di trattamento intensivi secondo gli standard delle più avanzate ricerche scientifiche internazionali. Premiata anche la dottoressa Paola Scagnelli che è primario di radiologia dell'ospedale di Lodi. Durante i suoi periodi di ferie svolge il suo operato di medico a Tabora, in Tanzania, presso una casa famiglia gestita dalle suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata. La casa famiglia si occupa di bambini albini che altrimenti, vivendo al di fuori della struttura, rischierebbero di essere venduti o uccisi per il biancore della loro pelle. Terzo riconoscimento per Don Virginio Colmegna, ex direttore della Caritas Lombardia, ed attivo sin dagli anni Ottanta come fondatore di comunità di accoglienza nel campo della sofferenza psichica e dei minori. Si è anche contraddistinto per un forte impegno a favore del reinserimento lavorativo dei detenuti, in particolare con progetti nel carcere milanese di Opera.
Musei, istituzioni culturali, teatri, librerie, gallerie d’arte, tutti coordinati dall’Università Ca’ Foscari - con la collaborazione con il Comune di Venezia e con il patrocinio della Regione Veneto – e tutti impegnati a proporre il meglio di sé in decine e decine di eventi gratuiti in tutta la città per una notte dell’arte che illumini Venezia. Questa è Art Night Venezia che sabato 23 giugno giunge alla sua ottava edizione. «Art Night Venezia – spiega Michele Bugliesi, Rettore dell’Università Ca’ Foscari – diviene ancora più ricca e poliedrica in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Ateneo. La manifestazione culturale offrirà l’imperdibile opportunità di apprezzare lo sterminato patrimonio d’arte di Venezia con attività e proposte di intrattenimento create in esclusiva per Art Night. Con la Notte dell’Arte Ca’ Foscari si conferma tra i più importanti centri di produzione culturale del territorio presentandosi al Mondo come realtà dinamica, innovativa, inclusiva e internazionale». A partire dalle ore 18 di sabato 23 giugno, con l’apertura dei cancelli di Ca’ Foscari che darà il via alla Notte, l’intera città si animerà fra calli e campielli con centinaia di istituzioni coinvolte e centinaia di appuntamenti in programma. La notte dell’arte non trascura nemmeno il gioco e sbarca a Mestre con specifici programmi Anche giocare è in questa straordinaria notte è un alto momento di cultura: alle 18.45, e poi alle 21, ci si potrà infatti divertire con il gioco a squadre “Intrighi a palazzo: Francesco Foscari e l’Università” che ripercorre le vicende del doge da cui l'Università Ca' Foscari Venezia ha preso il nome: l’illustre Francesco Foscari. La sua vita, così avventurosa e piena di colpi di scena, sarà lo scenario ideale per giocare insieme sotto le stelle fra angoli da scoprire, oggetti da trovare e prove da superare! Infine è da sottolineare che da quest’anno Art Night si rafforza a Mestre con vari appuntamenti alla Torre Civica di Mestre, alla Biblioteca Vez, a Piazzale Candiani, alla Piazzetta Toniolo, al Museo M9. La Notte Bianca dell'arte a Mestre viene inaugurata al Centro Culturale Candiani, alle 18.30 con il concerto di OoopopoiooO.
Venezia sta per sottoscrivere un importante accordo con Enel che, oltre ad un consistente valore economico, rappresenterà una vera rivoluzione per la mobilità urbana. Il preannuncio di quanto potrebbe accadere a giorni è stato dato dall’Assessore comunale Renato Boraso, intervenuto al convegno “Eenergia sostenibile & mobilità sostenibile – verso un futuro a basse emissioni: esperienze e progetti”. Si è trattato del secondo appuntamento mestrino della Settimana europea dell’energia sostenibile promossa anche quest’anno, per l’ottava edizione consecutiva, dall’associazione NordEstSudOvest all’interno dello spazio della futura area espositiva M9. Il tema della mobilità sostenibile era quello indicato come centrale dall’Europa per questo 2018 e bisogna riconoscere che ha indubbiamente attirato l’attenzione dei cittadini a giudicare dal numeroso pubblico che ha seguito i diversi interventi al convegno. Le isole del litorale potrebbero, in tempi ragionevoli, veder sparire i vecchi bus inquinanti Ma veniamo all’annuncio dato dall’Assessore alla mobilità del Comune di Venezia, che naturalmente non è sceso nei dettagli dell’accordo con Enel che, ha assicurato, dovrebbe essere sottoscritto ‘a giorni’. Sostanzialmente saranno due assi sui quali si svilupperà l’intesa. Il primo riguarda principalmente la terraferma veneziana ed è rivolto alla mobilità privata: Enel si impegnerebbe ad installare nell’area urbana di Mestre una cinquantina di colonnine per la ricarica delle autovetture elettriche. Più precisamente, quarantacinque impianti sarebbero del tipo in grado di ricaricare completamente un’auto in tre ore, cinque colonnine saranno quelle ultrarapide, cioè capaci di una ricarica in appena 15 minuti. Il secondo asse sottolineato dall’Assessore Boraso riguarda il trasporto pubblico ed avrà per teatro le isole del Lido e di Pellestrina. Qui il progetto Comune-Enel è a più lunga scadenza e totalmente radicale: si pensa infatti di convertire tutto il trasporto pubblico locale su mezzi elettrici. Non basta ovviamente comprare degli autobus elettrici, ma si tratta di pianificare i percorsi, predisporre le aree di ricarica e creare un sistema di trasporto adeguato ad una popolazione che residente è di 30 mila persone, ma che d’estate deve reggere l’impatto di un flusso di passeggeri molto superiore.
‘Piove governo ladro’: l’allocuzione, che ha attraversato la prima e la seconda repubblica (e che attraverserà anche le future), non sarà più applicabile nel Veneto visto che la Regione avvertirà il nostro smartphone dell’arrivo di un violento acquazzone. Non ci saranno più ‘temporali improvvisi’ per chi avrà installato l’app presentata a Palazzo Balbi dall’Assessore Giampaolo Bottacin e realizzata con Arpav. Diciamolo subito: non si tratta di un nuovo sistema di previsioni del tempo. Quelle restano al sito Arpav e le possiamo leggere sul computer. E la nuova app non serve nemmeno per allertare la Protezione Civile in caso di minacce gravi, altro servizi garantito sempre da Arpav attraverso canali ufficiali. Ma l’allerta che può arrivare sul nostro smartphone ci dice quel che potrebbe accadere nell’arco di un’ora o poco più e quindi potrebbe permetterci di prendere una qualche precauzione di minima. Per esempio correre a casa a chiudere le finestre che avevamo lasciate aperte confidando nell’estate: sul Veneto da maggio a settembre si registrano in media da 10 a 30 giorni con piogge intense, superiori ai 10 mm. Tutta l'area del Veneto è coperta dai radar dell'Arpav e grazie all'aiuto anche di quello del Trentino Come spesso accade con l’informatica, spiegare come funziona il nuovo sistema è tutto sommato facile: Arpav controlla come si stanno muovendo le nuvole sul Veneto attraverso i radar meteo di Teolo e Concordia Sagittaria e quello di Monte Macaion, in Trentino Alto Adige. Chi ha scaricato l’app (per Android e Apple, o il bot di telegram) ha la possibilità di indicare l’area di suo interesse in quel momento per un raggio che può arrivare fino a 50 chilometri e vedrà in tempo reale l’evoluzione meteo. Se c’è il rischio di una precipitazione superiore ai 25 millimetri d’acqua in un’ora, Arpav inoltrerà sullo smartphone un’allerta. Sembra facile, ma la macchina per garantire il servizio ha mille complessità: «Un servizio in più reso al cittadino – ha spiegato l’assessore Bottaccin – realizzato completamente in casa e le uniche spese vive sono quelle per l’utilizzo dei server necessari a consentire agli utenti di accedere al servizio».
«Il nuovo Governo intervenga per supportare con azioni concrete l’impegno dei professionisti e delle imprese definendo ed orientando una politica delle costruzioni sostenibile e competitiva»: questo l’auspicio espresso dal presidente di Ance Venezia, Ugo Cavallin, intervenendo al convegno di apertura della “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile” (European Union Sustainable Energy Week - EUSEW), negli spazi del chiostro di M9 a Mestre. Voluta dalla Commissione Europea, la “Settimana” è organizzata per l’ottavo anno consecutivo dall’Associazione NordEstSudOvest: quest’anno le iniziative sulla sostenibilità energetica del nostro vivere quotidiano, prevedono anche la presenza nei weekend di giugno nelle piazze di altri centri della Città Metropolitana di Venezia, ma anche nelle province di Padova e Treviso. Dal 4 all’8 giugno nel chiostro di M9 sarà aperta al pubblico l’area espositiva che vede la partecipazione di “Europe Direct”, “Energoclub”; “M9” e le aziende “Sumus”, “Heragreen”, “Zintek”. Il primo convegno svoltosi in questa sede era promosso in collaborazione con gli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Venezia sul tema “Materiali e soluzioni per la sostenibilità energetica ed ambientale in edilizia”. «La sostenibilità ambientale ed energetica – ha detto nel suo intervento il presidente Cavallin – è una importante sfida al futuro da giocarsi nell’ambito di nuove competenze progettuali e costruttive da sperimentare ed applicare in una cornice normativa che tende a farsi sempre più definita e stringente e destinata ad incidere in modo significativo sulle scelte, non solo tecniche, ma anche organizzative, delle imprese». Sostenibilità vuol dire qualità e distingue le imprese edili sane da quelle che non lo sono «Ma la sostenibilità ambientale ed energetica – ha proseguito Ugo Cavallin – deve essere vista non solo come un obbligo, ma anche come una importante opportunità di approfondimento e sviluppo del principio fondamentale di una seria e moderna attività edilizia: la qualità del costruire». Proprio a partire dal tema della qualità, il presidente Cavallin ha ricordato che Ance Venezia ha dato vita, in collaborazione con la società di consulenza ed ingegneria ambientale ed energetica “eAmbiente”, ad un importante progetto di sperimentazione per agevolare le imprese ad ottenere la certificazione europea di gestione ambientale ISO 14001. «Qualità – ha aggiunto il presidente di Ance Venezia – significa progettare e realizzare i nuovi interventi senza sprechi, attraverso l’utilizzo di materiali sani, naturali e riciclabili. Significa applicare e interpretare le più innovative soluzioni normative e tecniche quali strumenti di rigenerazione urbana e riqualificazione sostenibile. E ciò – ha concluso il presidente Cavallin – concorre alla rinascita non solo ambientale, ma anche economica, sociale e culturale del territorio oggetto dell’intervento edilizio».
Il 'World Eating Disorders Day', la Giornata mondiale di sensibilizzazione sui Disturbi dell’Alimentazione (D.A.), è stata ricordata a Venezia, nella sede del Consiglio regionale del Veneto, con il seminario dal titolo ‘Il cibo e il corpo: dialogo fra una psicoterapeuta e un sociologo sui disturbi del comportamento alimentare’. Per la persona che soffre di una disturbo dell’alimentazione tutto ruota attorno al cibo e alla paura di ingrassare: i disturbi insorgono prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile, in percentuale sempre più preoccupante su tutto il territorio nazionale e anche in Veneto. Si stima che in Italia siano ben 3 milioni e 200 mila le persone che soffrono di patologie legate al cibo e che ogni anno si verifichino 8 mila nuovi casi. Il 10% dei pazienti è di età inferiore ai 16 anni e il 10% sono di sesso maschile: nella fascia di età ricompresa tra i 14 e i 24 anni, le patologie dell’alimentazione sono la prima causa di morte, dopo gli incidenti stradali. Nel Veneto sono 19 le strutture pubbliche convenzionate che operano specialisticamente nella cura dei pazienti affetti da queste patologie dell’alimentazione. L’estetica del corpo viene esaltata sul web molto più che il benessere fisico Nel corso dell’incontro veneziano, la psicologa clinica e psicoterapeuta Michela Pepe ha spiegato «i meccanismi che ingenerano i disturbi alimentari e le cause dell’anoressia e della bulimia, i mezzi naturali di autodifesa del corpo nel ciclo vitale dell’alimentazione, in primis il rallentamento del metabolismo. Sono gravi anche gli effetti psicologici sulle persone colpite, come la distorsione della propria immagine corporea e l’abbassamento del tono umorale». Per Filiberto Tartaglia, sociologo ed esperto di comunicazione, «i vecchi e i nuovi media possono influenzare negativamente i nostri adolescenti, che sono persone molto fragili e che stanno costruendo a fatica la loro identità. Il pericolo è che la nostra società sia sempre più ossessionata non più, come in passato, dalla salvezza dell’anima, bensì da quella del corpo, di cui abbiamo sviluppato un vero e proprio culto, a tal punto che ci infliggiamo da soli pene e sacrifici ingenti pur di corrispondere a effimeri ideali di bellezza e di estetica».
«Fortunatamente è stato trovato l’accordo politico ed è stata scongiurata una nuova campagna elettorale, che avrebbe minato la fiducia delle imprese e l’andamento dell’economia». Così commenta la nascita del nuovo Governo Massimo Zanon, Presidente di Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia. «È giusto – prosegue – che ora si lavori a pieno regime, perché sul tavolo vi sono questioni delicate e non più rinviabili. Servono le riforme, il contrasto alla burocrazia, la riduzione della pressione fiscale. La priorità riconosciuta da tutti è scongiurare l’aumento dell’IVA ma, al di là dei ragionamenti contingenti e fuori da schieramenti di parte, ora bisogna guardare avanti: c’è bisogno di sostenere la crescita per permettere alle imprese di tornare ad investire e per far ripartire i consumi. Auguriamo buon lavoro, in particolare, ai tre ministri veneti Erika Stefani, Lorenzo Fontana e Riccardo Fraccaro – conclude Massimo Zanon – che auspichiamo possano essere portatori delle istanze della nostra regione e veneziane a Palazzo Chigi».

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