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ANCE VENEZIA: impianti recupero inerti verso la saturazione

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Ospite di questa settimana, nel salotto virtuale (profilo Instagram @andrea_vettoretti_guitar) di Andrea Vettoretti, Direttore Artistico del Festival Chitarristico delle Due Città, sarà (domani) venerdì 29 Maggio 2020 alle ore 19.00, Riccardo Romani, reporter e scrittore. I suoi reportage sono stati pubblicati in tutto il mondo a partire dalla Sarajevo assediata dalla guerra al video-reportage sul viaggio, che la cocaina compie dal Sudamerica verso le strade italiane fino al documentario sulla campagna elettorale di Barak Obama, che si aggiudica il premio come miglior programma news in Italia. Insieme al collega Dario Torromeo ha pubblicato la biografia del leggendario pugile argentino Carlos Monzón. Il suo romanzo, "Le Cose Brutte Non Esistono", è il duro e convincente racconto della crescita di un ragazzo di provincia attraverso gli sconfinati spazi americani. Riccardo Romani collabora con SkyTG24 e ha fondato una casa di produzione, che si occupa principalmente di documentari. Durante il prossimo appuntamento si parlerà di reportage, scrittura, regia e del nuovo progetto “Bingham”, una serie di documentari sulla vita di Howard Bingham, il fotografo personale e amico di lunga data di Muhammad Ali. Gli appuntamenti del ciclo “Incontriamoci da Andrea” vogliono anticipare la prossima edizione del Festival Chitarristico delle Due Città, che ha ospitato in 18 anni di attività circa 150 chitarristi da oltre 20 Paesi. Dal 12 settembre al 4 ottobre prossimi si terranno, tra Treviso e Venezia Mestre , 8 concerti dove il flamenco, il tango e il baile saranno protagonisti.
Una piattaforma attraverso la quale i consumatori possono oggi sostenere i piccoli esercizi di quartiere nel far fronte alla crisi di liquidità: anticipando il pagamento di un acquisto, da effettuare poi una volta allentata l’emergenza, o addirittura offrendo una semplice donazione. È “Solidiamo” (https://www.solidiamo.it/), progetto nato da un’idea di alcuni docenti del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia e di alcuni imprenditori e professionisti, che gode del patrocinio dell’Ateneo e ha catalizzato già la collaborazione di associazioni di categoria e altri partner. Per una gran parte di commercianti, artigiani e piccoli imprenditori, infatti, la strada della ripartenza è particolarmente faticosa e in salita: il progetto solidale darà loro modo e tempo di riorganizzarsi e di rivedere il proprio business dove necessario, sostenendoli in questa difficile fase e aiutandoli a vincere la sfida della sopravvivenza della propria attività economica. Il progetto trasforma il ruolo del consumatore fino a farlo diventare donatore, rinsaldando tra i due una relazione improntata alla solidarietà e alla fiducia e così valorizzando una connessione che già esiste ed è quella, appunto, della prossimità. Sarà possibile da parte dei cittadini stessi segnalare le attività di fiducia in difficoltà che potrebbero beneficiare del progetto: un gesto concreto di aiuto e vicinanza. Alla base vi è un preciso modello di “scambio” messo a punto dai docenti del Dipartimento di Management con tutto il team di “Solidiamo”. Vi hanno lavorato insieme gli esercenti e un campione di consumatori. Così si è definito, ad esempio, che l’iscrizione alla piattaforma non debba implicare nessun costo, che le transazioni tra utenti ed esercenti non generino guadagni per la piattaforma stessa, che nel caso di uno scambio di prestazione in differita i voucher possano essere riscossi entro un periodo di sei mesi, dando tempo agli esercenti di pianificaIre la restituzione di beni e servizi in modo da salvaguardare il proprio già fragile equilibrio economico. Infine che non siano previsti sconti o promozioni da parte degli esercenti, in stretta coerenza con gli obiettivi. Il progetto è aperto e cerca sempre nuovi partner, prende avvio dal Veneto ma è pronto ad aprirsi al territorio nazionale.
In un nuovo sondaggio commissionato dal Parlamento europeo, condotto alla fine di aprile 2020, un’ampia maggioranza pari al 58% degli intervistati ha dichiarato di aver incontrato difficoltà finanziarie dall’inizio della pandemia Covid-19 e quasi sette intervistati su dieci, esattamente il 69%, ritengono necessario un ruolo più forte dell’UE nella lotta contro questa crisi. Parallelamente, quasi sei intervistati su dieci si dicono insoddisfatti della solidarietà dimostrata tra gli Stati membri dell’UE. E mentre il 74% degli intervistati ha sentito parlare di misure o azioni avviate dall’UE per rispondere alla pandemia, solo il 42% di loro si dice soddisfatto di queste misure. Per il 69%, l’UE dovrebbe avere maggiori competenze per affrontare crisi come la pandemia del Coronavirus: i Paesi che più concordano con questa affermazione sono il Portogallo e l’Irlanda. Nella risposta alla pandemia, i cittadini europei avrebbero voluto che l’UE si concentrasse principalmente sul garantire forniture mediche sufficienti per tutti gli Stati membri, sull’assegnazione di fondi per la ricerca per lo sviluppo di un vaccino, sul sostegno finanziario diretto agli Stati membri e sul miglioramento della cooperazione scientifica tra i paesi. Questa forte richiesta di maggiori competenze e di una risposta UE più coordinata va di pari passo con l’insoddisfazione espressa dalla maggioranza degli intervistati per quanto riguarda la solidarietà tra gli Stati membri: il 57% è insoddisfatto dell’attuale stato di solidarietà, tra questi il 22% “non è affatto” soddisfatto. Solo un terzo degli intervistati (34%) è soddisfatto, soprattutto in Irlanda, Danimarca, Paesi Bassi e Portogallo. Gli intervistati di Italia, Spagna e Grecia sono tra i più insoddisfatti, seguiti dai cittadini di Austria, Belgio e Svezia. Una netta maggioranza degli intervistati (58%) ha dichiarato nel sondaggio di aver incontrato difficoltà finanziarie dall'inizio della pandemia di Coronavirus. Tra i problemi riscontrati figurano perdita di reddito (30%), disoccupazione totale o parziale (23%), utilizzo di risparmi personali prima del previsto (21%), difficoltà a pagare l’affitto, le bollette o i prestiti bancari (14%), nonché difficoltà ad avere pasti adeguati e di buona qualità (9%). Un intervistato su dieci ha dichiarato di dover chiedere aiuto finanziario a famiglia o amici, mentre il 3% degli intervistati ha dovuto affrontare un fallimento. Nel complesso, gli intervistati di Ungheria, Bulgaria, Grecia, Italia e Spagna sono quelli che hanno avuto i maggiori problemi finanziari, mentre quelli in Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia e Austria sono i meno propensi a segnalare problemi.
Impegnata a rispondere alle richieste di un mercato internazionale in grande crescita nel campo della sanificazione di interni ed esterni, Idrobase Group, con sede a Borgoricco in provincia di Padova, da 3 mesi sta operando su doppi turni di lavoro (dalle ore 6.00 alle ore 14.00 e poi fino alle ore 22.00) grazie anche all’incremento di circa il +20% nella propria forza lavoro, raggiungendo quota 55 dipendenti con l’assunzione di 10 giovani, tra cui un progettista; in particolare, è stata rinforzata la linea produttiva “Lince”, macchina di grande successo in Francia per la sanificazione degli ambienti scolastici. «Il successo della nostra azienda, soprattutto in questo periodo caratterizzato dalle difficoltà della pandemia – tiene a sottolineare Bruno Ferrarese, Co-presidente di Idrobase Group – è frutto di un grande impegno collettivo e del lavoro di squadra. Per questo, assieme al mio socio, Bruno Gazzignato, abbiamo deciso di gratificare i dipendenti con un bonus, finalizzato però al sostegno dell’economia locale e nazionale: servirà ad acquistare solo prodotti Made in Italy, privilegiando i negozi al dettaglio e del territorio. Nel nostro piccolo, l’impegno è di contribuire al rilancio dell’economia locale. Invitiamo altre aziende che, come noi non hanno risentito della pandemia, a fare altrettanto, perché la ripresa, dell’Italia passa attraverso lo sforzo responsabile di tutti». È di questi giorni, in Idrobase Group, il lancio di un nuovo prodotto della linea BKM destinato ad autobus e treni, grazie all’alimentazione a corrente continua 12 volt; nuovo anche il design per distinguersi dalle molte imitazioni presenti sul mercato. Tali macchinari, adattando una tecnologia NASA utilizzata nelle stazioni spaziali, emettono una coltre di ossidanti, che attacca e distrugge i virus presenti, tra cui il Covid-19. In queste settimane, la sede aziendale di Borgoricco è diventata un quartier generale della lotta industriale al Coronavirus: dall’Europa alla Cina, dal Marocco agli Emirati Arabi Uniti, dall’Algeria alla Korea. Non a caso è annunciata, nei prossimi giorni, la presentazione di uno specifico catalogo anti-Covid 19, in cui sarà presente anche la più recente idea targata Idrobase Group: archi gonfiabili sanificatori da posizionare all’ingresso degli stabilimenti balneari. «È di questi giorni, da parte del Ministero della Sanità, la classificazione, come presidio medico chirurgico, di un nostro prodotto disinfettante, che potrà essere utilizzato, attraverso nebulizzazione, per sanificare persone ed i loro indumenti. Così, l’Italia si adegua alle nuove, indispensabili frontiere igienico-sanitarie anche per i luoghi all’aperto. Il rischio – conclude Bruno Ferrarese – era che, soprattutto nel settore turistico, si venisse superati dall’immagine di sicurezza dai contagi, offerta da altri Paesi».
Grazie all’allentamento del lockdown per Coronavirus, sono di nuovo aperti gli impianti CUS veneziani: le attività che riprendono, sono quelle della palestra fitness, i corsi di pilates, met e zumba, nonché l’utilizzo del campo da tennis. Gli orari per la prima settimana, sono i seguenti: lunedì 25, ore 12.45 - 20.00; da martedì 26 a venerdì 29, ore 09.00 - 22.00; sabato 30 e domenica 31, ore 09.00 - 13.00. «Abbiamo dovuto ripensare tutta la nostra organizzazione interna: dalle modalità di apertura agli orari del personale – commenta il Presidente del C.U.S. Venezia, Massimo Zanotto – Per salvaguardare la salute e la sicurezza, le norme e le regole da seguire sono inevitabilmente restrittive, ma dobbiamo prevedere attenzioni e definire protocolli molto precisi; agli utenti chiediamo il massimo rispetto delle regole, così come l’impegno di tecnici e dirigenti nell’applicarle. Sarà inevitabile qualche disagio, ma è opportuno ribadire che l’emergenza Covid-19 non è finita; solo l’attenzione ed il rispetto delle regole ci possono consentire di riprendere serenamente le attività». Per prepararsi alla riapertura è stata effettuata la sanificazione dell’intera struttura, attività che sarà ripetuta ogni giorno oltre ad una maggiore attività di ordinaria pulizia; sono stati predisposti distributori di gel igienizzante in vari spazi ed allestiti percorsi differenziati di accesso ed uscita in palestra; sono stati posizionati contenitori per la raccolta di rifiuti potenzialmente infetti (fazzoletti monouso, mascherine/respiratori, ecc.). Per consentire di rispettare le distanze interpersonali e le norme previste per l’attività, sono stati limitati ed evidenziati i posti disponibili negli spogliatoi, ridotto il numero delle docce e di alcune macchine in palestra fitness. È stato definito un massimo di 20 utenti contemporaneamente in palestra fitness e di 15 nella palestra, dove si effettuano i corsi motori. Prima dell’ingresso in palestra, ad ogni utente verrà rilevata la temperatura con il termoscanner. Tutte le procedure informative sono affisse nelle zone di accesso al sito sportivo, negli spazi comuni e nelle zone di attività sportiva, nonché negli spogliatoi e nei servizi igienici. Essendo gli spazi contingentati è pertanto necessario prenotare l’orario di attività in palestra fitness, utilizzando la mail palestra@cusvenezia.it (entro il giorno prima) oppure telefonando (sempre il giorno prima) al numero 041 5200144; una volta effettuata la seduta, si potrà prenotare quella successiva direttamente in palestra od in segreteria. Restano, per ora, sospese le attività federali in attesa di chiarimenti sui protocolli delle singole discipline.
Venerdì 22 maggio, alle ore 15:00, in rete il secondo ‘executive webinar’ di Key4biz. Un format nuovo e agile, della durata di circa 30-45 minuti, trasmesso live ed in contemporanea attraverso una molteplicità di canali: il sito web Key4biz.it e su YouTube, Twitter e Facebook. Il ciclo “Room 451” comprende sette appuntamenti per discutere, con il prof. Fabio Bassan (Università Roma Tre) e i suoi illustri ospiti, le evoluzioni recenti e le prospettive delle sfide giuridiche, economiche e tecnologiche in un mondo in trasformazione. Questo secondo incontro live ha per tema “Pandemie e Tecnologie” ed è introdotto e coordinato da Fabio Bassan, Professore Ordinario di Diritto Internazionale all’Università Roma Tre. Conciliatore presso l’ICSID, il Tribunale presso la Banca Mondiale per la soluzione delle controversie tra Stati e investitori, Bassan è fondatore e direttore del “Sovereign Wealth Funds Law Centre”, centro di studi giuridici sui fondi sovrani costituito nel 2011. Dirige inoltre il REMEIC, centro studi su regole dei mercati, imprese e consumatori. Inoltre è stato ‘visiting scholar’ presso l’Università di Barcellona nel 2013, presso l’Università di Brasilia (UNB) nel 2008, e presso il Georgetown University Law Center nel 1996. All’incontro online di venerdì parteciperà Giuseppe Busia, da luglio 2012 Segretario Generale - Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali. In precedenza Busia era stato segretario dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture; Direttore della Conferenza Stato–Regioni nonché di Segretario della Conferenza Unificata Stato, Regioni e Autonomie locali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Ha svolto e svolge attività di docenza in diverse università italiane ed è autore di numerose pubblicazioni a carattere scientifico. Parteciperà inoltre Alberto Gambino, Prorettore e Professore Ordinario di Diritto Privato e Coordinatore del Centro Dipartimentale per la Ricerca e della Scuola Dottorale in Scienze Umane presso l’Università Europea di Roma. È Presidente dell’Italian Academy of the Internet Code – IAIC e dell’Associazione Nazionale Scienza & Vita. Per seguire il webinar “Pandemie e tecnologie” basta collegarsi al sito di key4biz oppure al canale YouTube di Key4biz dove è già possibile “impostare il promemoria” per ricevere la notifica quando inizierà il live. Oppure è possibile collegarsi attraverso la pagina Facebook di Key4biz, anche qui attivando il “Ricevi promemoria”.
Istituito nel 1980, il "Premio Abbiati" è assegnato dall'Associazione Nazionale Critici Musicali ed è uno dei riconoscimenti più ambiti dai protagonisti della vita artistica del nostro Paese. La 39° edizione dell'Abbiati ha tributato il premio alla regia a Robert Carsen per quattro suoi allestimenti, tra cui il Don Carlo di Giuseppe Verdi che ha inaugurato, il 24 novembre scorso, la Stagione Lirica 2019-2020 del Teatro La Fenice. Il Don Carlo si svolge in Spagna nel '500, subito dopo l’abdicazione di Carlo V, e mette in scena i personaggi storici tratti dal dramma di Schiller; nella complessa trama si intrecciano profondi conflitti personali, politici, religiosi. La messa in scena dello scorso novembre alla Fenice con la direzione di Myung-Whun Chung, vedeva un cast prestigioso, reso ancora più interessante da alcuni debutti nei ruoli: Alex Esposito, Piero Pretti, Julian Kim, Maria Agresta, Veronica Simeoni. Robert Carsen, nato a Toronto nel 1954, poco più che ventenne si trasferì a Londra per studiare recitazione, ma fu in Italia qualche anno dopo che, facendo l'assistente di regia, scoprì la sua vera vocazione che da lì lo porterà a raccogliere grandi successi nei maggiori teatri lirici del mondo. Il Teatro La Fenice ha un legame di profonda amicizia con il regista dalla sua Traviata che nel 2004 inaugurò la prima stagione lirica del Teatro, dopo la ricostruzione a seguito del devastante incendio che lo aveva distrutto. Questo allestimento, ripreso nel 2007, è divenuto un classico del repertorio della Fenice, una sorta di speciale appuntamento in cui il pubblico ritrova la magia nel vedere l’opera proprio dove è nata. In un momento così difficile e delicato per tutti, questo riconoscimento a Carsen e al suo Don Carlo riempie la Fenice di orgoglio e di autentica gioia, pare quasi un segnale, un incoraggiamento a ripartire con ancora maggiore entusiasmo e determinazione. Con La Fenice si deve sentire premiata anche Venezia, di cui il Teatro è un simbolo, città che, dall'alluvione al lockdown, ha molto sofferto ma che come sempre si rialzerà. «La notizia del Premio – ha commentato il Sovrintendente, Fortunato Ortombina – ci raggiunge nel giorno in cui ci viene detto che potremo riaprire presto. Il Don Carlo di Verdi è una vetta del teatro musicale di ogni tempo, ne condividiamo il Premio con tutti i lavoratori della Fenice. Grazie Robert, grazie Maestro Chung e grazie a tutti gli artisti che nei giorni della devastazione di novembre non ci hanno mai fatto mancare il loro amore per la Fenice».
Per prevenire la carenza d’acqua nei singoli Paesi dell’Unione Europea, il Parlamento ha approvato un nuovo regolamento sul riutilizzo dell’acqua dolce. La nuova legge definisce, per la prima volta a livello europeo, i requisiti minimi per l’utilizzo delle acque di recupero, cioè le acque reflue urbane che sono state trattate in un impianto di bonifica. Queste potranno ora essere utilizzate per scopi agricoli in modo sicuro, proteggendo le persone e l’ambiente. Il provvedimento è stato adottato in via definitiva senza votazione, in apertura della sessione plenaria, in quanto condiviso unanimemente da tutti gli eurodeputati. Le nuove norme mirano a garantire che, riutilizzando in modo più ampio le acque reflue trattate, siano limitati l’uso dei corpi idrici e delle acque sotterranee. Il calo dei livelli delle acque sotterranee, dovuto in particolare all’irrigazione agricola, ma anche all’uso industriale e allo sviluppo urbano, è una delle principali minacce per l’ambiente idrico nella UE. «Questo provvedimento – ha commentato la relatrice, Simona Bonafè (S&D, IT) – segna un’altra importante pietra miliare verso la transizione ad una economia circolare per le risorse idriche. In questo modo, passo dopo passo, stiamo portando risultati concreti per l’ambiente. Potremmo potenzialmente riutilizzare all’anno 6,6 miliardi di metri cubi d’acqua entro il 2025, rispetto agli attuali 1,1 miliardi». Secondo il rapporto della Commissione sulla politica europea per la scarsità d’acqua e la siccità, almeno l’11% della popolazione europea e il 17% del suo territorio sono stati colpiti dalla scarsità d’acqua. Durante l’estate, oltre la metà della popolazione della regione mediterranea è colpita dallo stress idrico. Grazie al riutilizzo delle acque reflue urbane che sono state trattate in un impianto di bonifica gli agricoltori della UE avranno così più acqua per l’irrigazione e questo sarà particolarmente importante durante le ondate di calore che sempre più frequentemente si manifestano d’estate.
Torna venerdì 15 maggio alle ore 19.00 l’appuntamento su Instagram con “Incontriamoci da Andrea”, l’iniziativa promossa aspettando il ritorno, dopo l’estate, del Festival chitarristico delle Due Città Treviso-Venezia. Andrea Vettoretti, che del Festival è il direttore artistico, incontrerà in una diretta internet il concertista, Massimo Scattolin, per quello che è il secondo appuntamento di “Incontriamoci da Andrea”, salotto virtuale sul profilo Instagram @andrea_vettoretti_guitar. E non mancherà l’interazione con il pubblico attraverso la chat. Massimo Scattolin inizia giovanissimo la sua attività concertistica come solista di chitarra, dedicandosi alla musica da camera per poi specializzarsi nell'esecuzione dei principali concerti per chitarra ed orchestra, meritandosi la dedica di opere di grandi compositori, quali Violet Archer ed Astor Piazzolla. Conosciuto nel mondo al pubblico degli appassionati ed internazionalmente definito dalla critica come uno dei migliori interpreti della chitarra, collabora con le principali reti televisive europee e con alcuni tra i più conosciuti attori italiani. Primo chitarrista italiano, titolare di cattedra di master al "Mozarteum" di Salisburgo, è componente di commissioni in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali, nonchè docente in vari corsi di perfezionamento in Italia e all'estero, Il progetto “Incontriamoci da Andrea” è la contingente evoluzione delle serate culturali, periodicamente organizzate dal Centro Culturale Musikrooms, con artisti, autori, scienziati ed amici per condividere una passione. Gli appuntamenti virtuali del ciclo “Incontriamoci da Andrea” vogliono anticipare la prossima edizione del Festival Chitarristico delle Due Città, uno dei più importanti al mondo e che ha ospitato in 18 anni di attività oltre 150 chitarristi da oltre 20 Paesi; dal 12 Settembre al 4 Ottobre 2020 sono per ora confermati, tra Treviso e Mestre, 8 concerti, dove il flamenco, il tango e il baile saranno i protagonisti della kermesse.
Parti fossili di Homo sapiens che risalgono ad oltre 45.000 anni fa sono stati scoperti nella Grotta di Bacho Kiro, in Bulgaria: si tratta della più antica evidenza diretta della presenza della nostra specie in Europa. Questo nuovo ritrovamento anticipa di alcuni millenni la presenza della nostra specie in Europa, o meglio in Eurasia, ed aumenta il periodo durante il quale Homo sapiens e Uomo di Neandertal, già presente in Eurasia, hanno convissuto prima della scomparsa dei Neandertaliani. La grotta di Bacho Kiro, che si trova a pochi chilometri dalla piccola città bulgara di Dryanovo, ai piedi dei Monti Balcani, è un luogo paleontologico di notevole importanza già noto fin dalla fine degli anni Trenta del secolo scorso. Nel 2015 si è deciso di effettuare nuovi scavi sotto la guida dell’Istituto Nazionale Archeologico Bulgaro e del Max Planck Institute: la ricerca ha portato alla luce, negli strati archeologici corrispondenti alla fase iniziale del Paleolitico superiore, un dente e cinque frammenti ossei che appartengono ad esemplari di Homo sapiens. L’analisi sui reperti umani è stata realizzata dal gruppo di lavoro della professoressa Sahra Talamo dell’Università di Bologna e dal quello di Lukas Wacker dell’ETH di Zurigo (Svizzera) utilizzando un nuovo approccio per le datazioni al radiocarbonio che ha permesso di ottenere un’altissima precisione. E per uno dei sei fossili esaminati, l’analisi ha restituito una datazione corrispondente ad oltre 45.000 anni fa. Spiega Talamo: «L’analisi al radiocarbonio conferma che questi fossili risalgono alla fase iniziale del Paleolitico superiore e rappresentano quindi la più antica testimonianza diretta della presenza della nostra specie in Europa». Per quel che riguarda i manufatti scoperti, sottolinea Talamo: «Si tratta di oggetti in osso e avorio che sono sorprendentemente simili a quelli prodotti dai neandertaliani nella fase precedente alla loro estinzione, venuti alla luce nella Grotte du Renne, in Francia. Questa similitudine porta a sostenere l’ipotesi secondo cui i Neandertaliani che vissero in Francia ebbero incontri ravvicinati con i primi gruppi di Homo sapiens arrivati in Europa».

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È drammatica la situazione degli impianti di recupero e riciclaggio di materiali inerti nelle province di Venezia e Treviso e da tale situazione può derivare un colpo mortale alla ripresa dell’attività edilizia e quindi del sistema economico del territorio. La quasi totalità degli impianti ha infatti raggiunto i livelli di saturazione, prescritti nelle autorizzazioni ed a breve non sarà in grado di ricevere nuovi apporti di materiale. La conseguenza? Non potendo essere avviati agli impianti di trattamento e recupero, i materiali da costruzione e demolizione saranno necessariamente conferiti in discarica, con un pesantissimo aumento dei costi per le imprese dell’edilizia. Per scongiurare questa situazione, Ance Venezia ha incontrato i rappresentanti dei maggiori impianti di recupero del veneziano e del trevigiano, verso i quali confluisce la stragrande maggioranza dei materiali dei cantieri del territorio. Comune è stata la valutazione sulla gravità della situazione e sulla necessità di agire in tempi rapidi. Quali le possibili soluzioni? Anzitutto un appello alla Regione Veneto, ma anche a tutte le altre pubbliche amministrazioni, affinché impongano, nei loro capitolati per lavori stradali ed infrastrutturali, l’obbligo di utilizzare almeno una certa percentuale di riciclato. Esiste uno specifico obbligo di legge in questo senso, ma esso viene sempre più spesso disatteso, forse anche per il timore che il materiale possa risultare inquinato. Dalle amministrazioni pubbliche deve venire una spinta forte all’uso dei materiali riciclati Così facendo però, si dimenticano le ragioni che sono alla base dell’obbligo di legge di utilizzo degli aggregati riciclati in alternativa a quelli naturali: ▶ innanzitutto il contenimento del consumo di suolo grazie alla riduzione proporzionale dell’attività di cava; ▶ conseguentemente, la limitazione dell’utilizzo dei materiali di cava naturali per usi specifici, solo laddove gli aggregati riciclati non siano in grado di soddisfare del tutto o in parte gli standard richiesti; ▶ consentire il recupero di rifiuti inerti (materiali da demolizione), che anche in Italia costituiscono una delle principali voci di produzione, sia in termini volumetrici che di peso, evitando la formazione di discariche o peggio il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nell’ambiente; ▶ le caratteristiche tecniche, poiché spesso il riciclato è del tutto sovrapponibile, se non talora migliore, degli aggregati naturali. In definitiva, ridare respiro agli impianti di recupero attraverso il riutilizzo del materiale riciclato, oltre ad avere effetti straordinariamente positivi sotto il profilo della tutela dell’ambiente, consente di scongiurare un pesante aumento di costi (quelli del conferimento a discarica), che colpisce innanzitutto le imprese di costruzione, ma si traduce poi in maggiori costi per i cittadini e le pubbliche amministrazioni committenti. Una scelta oltretutto a costo zero e che qualunque pubblico amministratore avrebbe dovuto fare propria da tempo. Ora il tempo è scaduto e bisogna far fronte a questa ennesima emergenza economica e ambientale. I rimedi, come visto, ci sono e sono a portata di mano; ma la volontà politica?

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