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Nel mese di novembre la Fenice non ha voluto rinunciare a fare musica per il suo pubblico e nel palinsesto musicale del suoi concerti in live streaming non poteva mancare l’omaggio del Teatro veneziano a Ludwig van Beethoven, nel duecentocinquantesimo anniversario della sua nascita: «È un anniversario che ci sta molto a cuore – dichiara Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Teatro La Fenice –, per questo proporremo la Nona Sinfonia di Beethoven, con l’Orchestra e il Coro Teatro La Fenice diretti da Myung-Whun Chung, in diretta web, forti del notevole riscontro e del grande affetto dimostrato dal pubblico della rete, che come abbiamo potuto vedere è il pubblico di tutto il mondo. Abbiamo ricevuto moltissimo commenti entusiastici e questo ci dà la convinzione e l’entusiasmo per continuare su questa strada finché le condizioni non ci consentiranno di tornare a riaprire le porte del teatro. Non ci stancheremo mai di ripetere che il pubblico ha molta sete di musica e di cultura e non dobbiamo assolutamente smettere di soddisfarla». Non poteva mancare, dunque, anche in tempo di concerti in live-streaming, l’omaggio della Fenice a Ludwig van Beethoven, nel duecentocinquantesimo anniversario della nascita. Sarà con un tributo al grande compositore tedesco che si concluderà infatti la breve ma intensa rassegna di concerti trasmessi in diretta dal Teatro La Fenice di Venezia, e diffusi gratuitamente a tutto il pubblico del webtramite il sito www.teatrolafenice.it e il seguitissimo canale YouTube della Fondazione Teatro La Fenice. Venerdì 27 novembre 2020 alle ore 17.30, in diretta dalla Sala grande del Teatro di Campo San Fantin, il pluripremiato maestro coreano Myung-Whun Chung dirigerà la Nona Sinfonia di Beethoven alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice. Interpreti vocali del celeberrimo Inno alla gioia, incluso nel quarto movimento della partitura, saranno il soprano Laura Aikin, il mezzosoprano Anke Vondung, il tenore Michael Shcade e il basso Thomas Johannes Mayer; maestro del Coro Claudio Marino Moretti. La Sinfonia n. 9 in re minore op. 125, l’ultima composizione sinfonica compiuta di Ludwig van Beethoven (1770-1827), è una delle pagine più importanti della letteratura sinfonica tedesca e un monumento della musica di ogni tempo. Main partner dell’evento è Intesa Sanpaolo: da diversi anni il Teatro La Fenice di Venezia, con le sue stagioni liriche e sinfoniche, rappresenta un riferimento fondamentale per la vita artistica e culturale degli italiani e non solo. Intesa Sanpaolo, per il terzo anno consecutivo, conferma il sostegno ai suoi spettacoli, dando continuità all'impegno preso con la storica istituzione veneziana, e in generale con il Paese, in un momento in cui l’arte e la cultura sono più che mai necessarie.
Idrobase Group e K-INN Tech, spin-off del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova e start-up innovativa, hanno dato vita ad una sinergia per la progettazione e lo sviluppo di un dispositivo innovativo, ad elevate prestazioni, per purificare l’aria all’interno dei locali, soprattutto pubblici ad alta frequentazione. Il nuovo strumento sarà il risultato di una sistematica campagna sperimentale, combinata con un supporto di modelli matematici. Fra le tecnologie incluse nel dispositivo si sfrutterà anche la foto-catalisi su catalizzatori speciali e l’utilizzo di UV-C per l’abbattimento di microorganismi patogeni e composti organici volatili (VOC) tossici. Si sfrutta l’azione di sostanze reattive ossidanti ROS, generate sulla superficie del catalizzatore. I ROS distruggono velocemente e sistematicamente virus, batteri e sostanze organiche, convertendole in sostanze innocue, ottenendo così la sanificazione dell’aria. La radiazione UV-C a 254 nanometri permette sia di attivare la funzione del catalizzatore, sia di generare un’azione germicida verso batteri e virus, amplificandone l’effetto. «La nostra azienda – ricorda Bruno Gazzignato, co-presidente di Idrobase Group, con sede a Borgoricco, nel padovano – è conosciuta nel mondo per aver prodotto i dispositivi BKM che, grazie all’elaborazione della tecnologia “state-of-the-art” utilizzata nelle stazioni aerospaziali statunitensi, creano un’unità di sanificazione superfici, capace di eliminare il 95% dei virus presenti nell’ambiente, compreso il Coronavirus». «È proprio grazie a questa innovazione – aggiunge Bruno Ferrarese, contitolare di Idrobase Group - che ha potuto riaprire, in tempi rapidi, la nostra unità produttiva in Cina. Pandemia e concorrenza internazionale hanno, però, reso difficile l’approvvigionamento di catalizzatori dagli U.S.A. e quindi abbiamo colto l’opportunità, offerta da K-INN Tech, di realizzare in Italia una sperimentazione di prodotto». «Il progetto pone sfide importanti - precisa Paolo Canu, presidente di K-INN Tech e coordinatore del progetto di ricerca - Dal punto di vista tecnico, il prodotto combina diverse tecnologie, che lavoreranno in sinergia per garantire le migliori prestazioni; la parola chiave di questa collaborazione è, infatti, efficacia, non come slogan, ma come obiettivo fortemente sentito e condiviso». Il dispositivo sanificherà l’aria e l’ambiente da microorganismi patogeni, virus, batteri, particolato aerodisperso, sostanze organiche volatili: tutte cause conclamate di patologie anche gravi, spesso iniziate per via respiratoria. Il dispositivo sarà prodotto in più formati, adattandosi alle caratteristiche dell’ambiente: dalla piccola bottega all’ipermercato fino a grandi spazi pubblici, dove si hanno elevate concentrazioni di persone, come stazioni, aeroporti, scuole. La circolazione dell’aria all’interno del dispositivo è frutto di ottimizzazioni basate su calcoli aerodinamici per sfruttare le potenzialità delle tecnologie di sanificazione in tempi brevi. Un efficace sfruttamento del catalizzatore e della radiazione UV-C richiede percorsi interni studiati con cura per assicurare l’efficacia delle tecnologie impiegate. Il prodotto si inserisce in un mondo, dove l’offerta è molto ampia, variegata e con livelli qualitativi estremamente diversi, spesso difficilmente riconoscibili. «È una trentina d’anni che siamo impegnati nel campo della sanificazione e disinfezione così come nell’individuare soluzioni per contenere le polveri PM 10 e PM 2.5, oggi sospetto veicolo di trasmissione anche per il Covid; da 20 anni sviluppiamo tecnologie per la sicurezza da virus, batteri, muffe, odori, inquinamento – conclude Ferrarese - I fattori di successo di questa nuova iniziativa possono dunque essere riassunti in una sistematica combinazione di strumenti scientifici, tecnologici ed imprenditoriali avanzati, nonché nella convinzione di dover introdurre sul mercato un dispositivo, le cui prestazioni siano comprovate da misure documentate ad una scala rappresentativa».
L'Europarlamento ha pubblicato i risultati finali del suo terzo sondaggio di quest’anno nel quale viene chiesto ai cittadini europei il proprio punto di vista sulla crisi legata alla pandemia e sull’Unione Europea. Anche se il 50% degli europei ritiene che l’incertezza sia ancora lo stato d’animo principale quando si parla dell’impatto economico della pandemia, oggi più persone hanno una visione positiva dell’Europa rispetto a primavera. La percezione positiva dell’Unione è aumentata di undici punti rispetto alla scorsa primavera. In generale i cittadini europei vogliono un bilancio comunitario con mezzi sufficienti per affrontare la crisi e un’erogazione dei fondi legata al rispetto dello stato di diritto. Mentre aumenta il numero dei cittadini europei che si sentono incerti del proprio futuro, il 66% degli intervistati concorda sul fatto che l’UE dovrebbe avere più competenze per affrontare la pandemia. La percentuale sale ulteriormente in Italia dove il dato arriva al 78%. Altrettanto, in Europa il 54% degli intervistati pensa che l’UE dovrebbe avere strumenti finanziari più forti per fronteggiare le conseguenze della crisi, mentre in Italia è il 64% a chiedere una maggiore capacità finanziaria. La salute pubblica, secondo i cittadini UE, dovrebbe essere la priorità di spesa, seguita dalla ripresa economica e da nuove opportunità per le imprese (42%), dal cambiamento climatico e dalla protezione dell’ambiente (37%) e dal lavoro e welfare (35%). In Italia si registra una crescita dell’opinione favorevole verso l’UE: in particolare, in confronto alla scorsa primavera l’incremento è stato di 11 punti percentuali. Anche in Italia una netta maggioranza degli intervistati (78%) vorrebbe che l’Unione europea avesse più competenze. Sui sentimenti provati in questa fase, gli intervistati sono sostanzialmente allineati al resto d’Europa, con una differenza più rilevante sulla “speranza”: il 46% degli italiani si sente speranzoso (UE: 37%). È alta la consapevolezza degli italiani sulle misure messe in campo dall’Unione per il sostegno alla situazione creata dalla pandemia: sono conosciute dal 42% degli intervistati italiani, a fronte di una media UE al 30%.
Roberto Boschetto è stato eletto nuovo Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, l’associazione imprenditoriale regionale maggiormente rappresentativa a cui aderiscono, per il tramite delle sette associazioni territoriali che la compongono, oltre 45mila soci. Dal 2016 ad oggi Boschetto aveva ricoperto la carica di Vicepresidente vicario di Confartigianato Imprese Veneto: prende il testimone del dimissionario Agostino Bonomo e porterà a conclusione la legislatura sino a gennaio 2023. Cinquantanove anni, padovano, Roberto Boschetto ha al suo attivo una lunga esperienza associativa essendo stato dal 1996 al 2006 è stato Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Padova. Laureato in Architettura allo IUAV di Venezia, nel 2009 ha assunto la carica di Presidente provinciale a Padova. È presidente di Padova Promex, l’azienda speciale per l’internazionalizzazione della Camera di commercio di Padova, socio fondatore e consigliere della Fondazione Casa ai Colli e componente del Consiglio di amministrazione del GAL Patavino. «Confartigianato Imprese Veneto – le sue prime parole dopo l’elezione – raccoglie con forza le sfide che abbiamo di fronte che possiamo riassumere così: traghettare l’economia al di fuori della crisi, sostenere gli investimenti e rilanciare i consumi interni. La crisi in atto impone a tutti di concentrarsi su obiettivi chiari e condivisi rafforzando un dialogo saldo e aperto con tutti i nostri livelli dal nazionale sino alle nostre organizzazioni territoriali mettendo insieme le energie. Il mondo è cambiato e Confartigianato come sistema è pronta al rilancio. Dobbiamo continuare a lavorare, avendo come base comune il Position Paper che racchiude le nostre posizioni e i nostri impegni per i prossimi anni, presentato non più tardi di due mesi fa a chi si candidava a governare la nostra regione. In questa ottica inserisco il ruolo attivo che vogliamo svolgere all’interno della cabina di regia regionale per affrontare la drammatica situazione dovuta alla pandemia. In questi anni la nostra regione ha dimostrato che la sfida della rappresentanza si può cogliere». Frattanto si è anche conclusa la “maratona elettorale” per il rinnovo dei vertici di categoria e di mestiere della Confartigianato nazionale ed il Veneto, come di consueto, è risultato protagonista. Ben 31 i dirigenti chiamati ad un ruolo nazionale, 8 nominati presidenti nazionali di categoria e 23 quelli entrati come componenti di giunta nazionale nelle varie associazioni di mestiere. I direttivi così costituiti resteranno in carica per i prossimi 4 anni sino al 2024.
Continuano i concerti in live-streming del Teatro La Fenice. Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 21 novembre 2020 alle ore 17.30, nella ricorrenza della Madonna della Salute, e vedrà ancora una volta protagonisti il Coro e gli strumentisti del Teatro La Fenice con il maestro Claudio Marino Moretti, impegnati nell’esecuzione della “Petite Messe Solennelle” di Gioachino Rossini. L’evento musicale sarà in scena e in onda gratuitamente sul sito www.teatrolafenice.it, sul canale YouTube della Fenice e sarà trasmesso anche nella piattaforma digitale dedicata messa a disposizione dall’Anfols. La Fondazione Teatro La Fenice aderisce infatti al progetto “Aperti nonostante tutto” di Anfols, accordo tra le 12 Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane le quali hanno deciso di proporre un palinsesto di nuove produzioni da trasmettere in diretta streaming sui propri social, tramite il sito ansa.it, i canali online e social dell’Agenzia ANSA e la web tv di Anfols, Anfols.it e agis.it e il sito giornaledellamusica.it. Il capolavoro di musica sacra del pesarese sarà proposto nella prima versione per soli, coro, due pianoforti e harmonium, con un cast vocale d’eccezione composto dal soprano Carmela Remigio, dal contralto Sara Mingardo, dal tenore Antonio Poli e dal basso Alex Esposito. Ai pianoforti Alberto Boischio e Raffaele Centurioni, all’harmonium Roberto Brandolisio. Domenica 22 novembre 2020 alle ore 17.30, giorno in cui si celebra Santa Cecilia, patrona della musica, degli strumentisti e dei cantanti, tornerà in scena invece l’Orchestra del Teatro La Fenice, sempre in diretta streaming sul sito del teatro e sul suo canale youtube: alla testa della compagine veneziana ci sarà il direttore americano John Axelrod, che proporrà un programma musicale interamente dedicato a Pëtr Il'ič Čajkovskij con il Capriccio italiano op. 45 e la Sinfonia n. 6 in mi minore Patetica. Per chi volesse invece rivivere le emozioni del concerto trasmesso in diretta web domenica 15 novembre 2020, con l’esecuzione del Requiem di Alfred Schnittke sempre nella suggestiva interpretazione del Coro del Teatro veneziano preparato da Claudio Marino Moretti, è sufficiente collegarsi al canale YouTube del Teatro La Fenice per rivedere e riascoltare l’integrale dello spettacolo gratuitamente.
Le Parti sociali degli Enti Bilaterali del Turismo e del Commercio della Provincia di Venezia (Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia, Fipe/Confcommercio Venezia, Federalberghi Veneto, Associazione Veneziana Albergatori (Ava), Aepe Venezia, Faita Nordest, Fiavet Veneto, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs Veneto), hanno sottoscritto due accordi territoriali che sostengono i lavoratori e le imprese dei settori di riferimento secondo quanto previsto dal Fondo nuove competenze del “Decreto rilancio” e relative linee attuative. Pertanto, anche le aziende veneziane potranno attingere al Fondo nazionale da 430 milioni per quest’anno e 300 milioni per il prossimo, per la rimodulazione temporanea di parte dell’orario di lavoro da destinare a percorsi formativi per l’acquisizione di nuove competenze. La rimodulazione temporanea dell’orario di lavoro, fino a 250 ore per 90 giorni dalla presentazione della domanda, avverrà senza alcun onere per le aziende in quanto il costo del personale, comprensivo di contributi previdenziali ed assistenziali relativo alle ore di frequenza dei percorsi formativi, sarà totalmente a carico dello Stato. Si tratta di un intervento a sostegno delle imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi in conseguenza della pandemia da Covid 19, volto a innalzare il livello di competenze dei lavoratori. «Gli accordi – viene sottolineato dal direttore degli Enti bilaterali, Andrea Gaggetta –rappresentano un’azione forte di politica attiva che incentiva la formazione come strumento per contrastare e limitare l’impatto negativo sui livelli occupazionali derivante dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Inoltre intende accompagnare la fase di ripresa con un duplice beneficio: da una parte le aziende potranno contare su una riduzione del costo del lavoro e sull’innalzamento delle competenze dei propri dipendenti; dall’altra i lavoratori interessati non avranno alcuna riduzione salariale e nel contempo aggiorneranno le loro professionalità». La formazione potrà essere erogata dall’impresa, da enti accreditati e da altri soggetti che per statuto svolgono attività di formazione.
Il COVID-19 ha messo in luce l’urgente necessità di un programma dell’UE per preparare i sistemi sanitari europei alle future emergenze e per far sì che l’Unione resti la regione più sana del mondo. Secondo il Parlamento, ciò non sarebbe stato possibile se il bilancio del programma fosse stato ridotto a 1,7 miliardi di euro, come proposto dai Paesi UE. Nel recente compromesso sul bilancio a lungo termine dell’UE, i deputati sono riusciti a convincerli a triplicare il budget, portandolo a 5,1 miliardi di euro. Un testo di proposta negoziale in questo senso è stato approvato dal Parlamento Europeo in seduta plenaria con 615 voti favorevoli, 34 contrari e 39 astensioni. Il programma UE per la salute mira a preparare meglio l’Unione ad affrontare importanti minacce sanitarie transfrontaliere e a incrementare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali. L'Unione dovrebbe così essere pronta ad affrontare non solo le future epidemie, ma anche le sfide a lungo termine quali l’invecchiamento della popolazione e le diseguaglianze in termini di salute. I deputati intendono intensificare la cooperazione a livello europeo e rafforzare la risposta alle crisi sanitarie sostenendo la creazione di un Meccanismo europeo di risposta sanitaria. Dovrebbe inoltre essere istituito un portale di comunicazione per il pubblico per condividere le informazioni accuratamente controllate, inviare segnalazioni ai cittadini europei e lottare contro la disinformazione. Infine, il Parlamento ritiene opportuno rafforzare i mandati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA). Sono numerosi i punti deboli emersi nei sistemi sanitari nazionali in seguito alla crisi del COVID-19, fra cui la dipendenza da paesi terzi per garantire la fornitura di farmaci, dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale. Il programma dovrebbe pertanto sostenere lo sviluppo di un sistema europeo di monitoraggio, rendicontazione e notifica per le carenze di farmaci, dispositivi medici, vaccini, strumenti di diagnostica e altri prodotti sanitari. Così facendo si eviterebbe una frammentazione del mercato unico e si garantirebbe la disponibilità di tali prodotti a un prezzo accessibile, limitando al contempo la dipendenza dai paesi terzi.
«I cittadini europei si aspettano da noi che l’erogazione dei fondi dell’UE sia subordinata al rispetto dello Stato di diritto. Questo è esattamente ciò che fa il meccanismo concordato oggi»: questo quanto dichiarato dalla correlatrice al provvedimento Eider Gardiazabal Rubial (S&D, Spagna) relativamente all’accordo raggiunto dal Parlamento Europeo sulle norme che stabiliscono una serie di condizioni di garanzia della democrazia interna nei Paesi che vogliono accedere all’assegnazione dei contributi europei. «L’accordo – ha detto il correlatore Petri Sarvamaa (PPE, Finlandia) dopo la conclusione dei negoziati – è un passo importante verso la protezione dei valori dell’UE. Per la prima volta, abbiamo istituito un meccanismo che permette all’UE di fermare il finanziamento ai governi che non rispettano i nostri valori come lo stato di diritto». Gli eurodeputati sono riusciti a garantire che la nuova legge non si applichi solo quando i fondi dell’UE sono direttamente utilizzati in modo improprio, come nei casi di corruzione o frode. Si applicherà anche agli aspetti sistemici legati ai valori fondamentali dell'UE che tutti gli Stati membri devono rispettare, come la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e il rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle minoranze. I negoziatori del Parlamento hanno inoltre insistito sul fatto che la frode e l’evasione fiscale dovrebbero rientrare nel meccanismo, includendo sia i casi individuali che le situazioni generalizzate e ricorrenti. Per garantire che i beneficiari finali che dipendono dagli aiuti dell'UE - come gli studenti, gli agricoltori o le ONG - non siano penalizzati a causa delle azioni dei loro governi, gli eurodeputati hanno insistito sulla possibilità di presentare un reclamo alla Commissione attraverso una piattaforma web, che li aiuterà a garantire che ricevano gli importi dovuti. La Commissione potrà inoltre effettuare una correzione finanziaria riducendo la prossima rata di aiuti UE al Paese interessato. «Per noi era fondamentale che i beneficiari finali non venissero puniti per gli errori dei loro governi e che continuassero a ricevere i fondi promessi e su cui contavano, anche dopo l’attivazione del meccanismo di condizionalità. Possiamo dire con orgoglio che abbiamo sviluppato un sistema solido che garantirà la loro protezione. Ogni violazione dello stato di diritto sarà considerata dal meccanismo: dalle singole violazioni a quelle sistemiche o ricorrenti per le quali finora non è esistito alcun meccanismo» hanno concluso i due correlatori. Il compromesso concordato deve ora essere formalmente adottato dal Parlamento e dai ministri dell'UE.
Il Consiglio Direttivo di Confartigianato Vicenza del 2 novembre ed il Comitato Direttivo di Confartigianato del Veneto del giorno successivo hanno accolto e recepito le dimissioni di Agostino Bonomo. l vice presidenti attiveranno ora le procedure previste che porteranno, a breve alla nomina del nuovo presidente regionale e di quello vicentino. «Si tratta – spiega Bonomo - di una decisione personale, che ho preso in serenità ma non senza rammarico, visto l’inestimabile valore dell’esperienza di vita che ho avuto modo di maturare non solo in questi anni di presidenza, ma già prima nel mio articolato percorso nella rappresentanza associativa. ​Non nascondo che l’obiettivo da dirigente fosse quello di guidare l’Associazione a livello nazionale, forte delle esperienze a livello provinciale e regionale. Ciò non tanto per ambizione personale, quanto perché resto profondamente convinto che il nostro “modello vicentino e veneto” di articolazione associativa - così fortemente radicato nel territorio, così efficace nei suoi meccanismi di assistenza alle imprese tramite la bilateralità, o nell’organizzazione delle categorie, o nell’operato dei confidi per il credito, o ancora per il tipo di formazione, per la sua innovativa capacità di “guardare avanti” – sia un modello che possa essere utilmente mutuato in altre parti del Paese. Era un disegno, questo mio, che aveva una premessa indispensabile: la più ampia condivisione possibile a livello nazionale. Solo a quella condizione, insomma, avrei manifestato la mia disponibilità a candidarmi per la presidenza nazionale. Purtroppo, solo alcune realtà associative del Sistema avrebbero condiviso le mie progettualità sempre a favore delle imprese associate. Non trovando quindi un consenso sufficientemente ampio, ho ritenuto nel rispetto della democrazia associativa che da sempre è per me valore fondante, di lasciare ad altri tale possibilità». Nei quattro anni della sua presidenza in Confartigianato regionale Bonomo ha intessuto un dialogo aperto e franco con le diverse istituzioni, in primis la Regione, per portare in quelle sedi le istanze dell’artigianato proponendo anche progettualità concrete quali quelle relative alla nuova legge sul comparto, all’accessibilità snella al credito e ai fondi di sostegno alla digitalizzazione delle imprese artigiane, al coinvolgimento delle PMI nella necessaria crescita delle competenze delle maestranze e degli imprenditori. Tutto ciò anche proponendo e incoraggiando azioni congiunte tra categorie economiche e sindacati dei lavoratori a favore di un corretto sviluppo a sostegno del tessuto produttivo dei territori. “Personalmente porto con me un’esperienza ricca di contatti umani e di iniziative condotte sempre e comunque a favore del nostro mondo imprenditoriale, di cui resterò parte. In tale contesto, ho avvertito la necessità di tornare a seguire più da vicino e a tempo pieno la mia attività e ciò ha determinato la mia decisione”. “Chiudo così un ciclo: è giusto e naturale che chi ha lavorato ed è cresciuto negli anni con me possa portare avanti un percorso intrapreso, soprattutto in questi difficili momenti per le imprese del nostro comparto”, spiega ancora Bonomo. Il presidente uscente ha parole di ringraziamento e apprezzamento per i colleghi soci, dirigenti e dei collaboratori delle strutture: «In questi anni, spesso non facili se consideriamo i vari scenari economici e sociali susseguitisi, l’azione quotidiana della squadra con cui ho lavorato e mia, è stata quella di rendere sempre più efficace, vicina, produttiva, l’attività di un’Organizzazione che storicamente rappresenta il meglio della piccola impresa, e alla quale va dedicato il meglio di ogni sforzo, di ogni progettualità, di ogni capacità decisionale. Lascio perciò il mio incarico, con la consapevolezza che l’esperienza e le competenze acquisite dai miei colleghi consentiranno loro di proseguire il percorso. Il mio non è un addio - conclude Bonomo - ma un arrivederci, da collega a colleghi, a una delle tante iniziative che Confartigianato sicuramente saprà mettere in campo, come ha sempre saputo fare, per il progresso dei suoi associati».
Aumenta il numero di fabbricati, che possono beneficiare del Superbonus 110%: ad evidenziarlo è ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali ed Immobiliari) Veneto, ricordando che, grazie anche alle pressioni della categoria, con la conversione del Decreto Agosto in legge si sono ottenuti due risultati importanti. Innanzitutto, se si effettuano interventi di efficientamento energetico solo sulle parti comuni di un condominio è ora sufficiente unicamente la verifica della loro congruità urbanistica; prima, invece, bastava che venisse rilevata un’incongruità all’interno di una singola unità immobiliare per far bloccare l’intero intervento. La seconda novità è che le delibere assembleari di condominio, inerenti l’approvazione degli interventi di efficientamento, è sufficiente siano approvate con la maggioranza dei partecipanti, purché rappresentino almeno 1/3 dei millesimi; con la stessa maggioranza si può deliberare anche per la cessione del credito. Tale modifica è sostanziale, poiché prima la cessione era una prerogativa del singolo condomino, ora invece è diventata dell’assemblea, la cui delibera diventa vincolante per tutti. Viene inoltre introdotta la possibilità di convocare l’assemblea condominiale anche in videoconferenza, previo però “il consenso di tutti i condomini”. Per superare l’evidente impasse organizzativo, assume rilevanza generale la proposta già elaborata dal Centro Studi ANACI Veneto: assemblea in presenza (nel rispetto di tutte le prescrizioni e precauzioni per garantire il distanziamento interpersonale) con possibilità, però, di collegamento in videoconferenza. Inoltre è stata introdotta, “fino alla cessazione dello stato di emergenza da Covid-19, dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 29 luglio 2020”, la sospensione del termine di 180 giorni da inizio d’anno, entro cui l’amministratore è tenuto a redigere il rendiconto condominiale annuale ed a convocare l’assemblea per la relativa approvazione; la nuova norma prevede che la scadenza dei 180 giorni partirà dalla data di conclusione dello stato di emergenza. «Ciò – commenta il bellunese Lino Bertin, Presidente di ANACI Veneto - garantisce più tranquillità all’amministratore condominiale, che non rischia così di essere revocato per giusta causa se , causa Covid, non riesce a presentare il rendiconto o a convocare l’assemblea ordinaria entro i termini previsti. E’ comunque opportuno che, entro la fine dell’anno, l’amministratore presenti il rendiconto ed il preventivo del bilancio condominiale, chiedendo il pagamento delle rate per poter garantire i servizi essenziali; la mancata convocazione dell’assemblea, causa Covid, non autorizza, infatti, i condomini ad esimersi dall’effettuare i versamenti delle rate a preventivo».

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