Turismo: a fine stagione doccia fredda su cifre ottimistiche
I dati diffusi dalla Banca d'Italia per i primi cinque mesi dell'anno - puntualizza Agriturist - indicano una crescita della spesa dei turisti stranieri del 4,1%, appena inferiore all’aumento registrato lo scorso anno nello stesso periodo. Sappiamo, poi, come è andata a finire a consuntivo 2010: + 1,4%, compensativo soltanto dell'inflazione. L'irregolarità dei flussi turistici e la costante riduzione dei periodi di soggiorno, anche degli stranieri, raccomandano prudenza: nel 2010, nei tre mesi estivi, gli stranieri spesero il 4,2% in meno, rispetto all'estate 2009, spegnendo ogni entusiasmo.
Si fa confusione - chiarisce Agriturist - anche sui risultati dei sondaggi dell'Osservatorio Nazionale del Turismo (ONT), confrontando i dati a consuntivo dello scorso anno con le intenzioni di viaggio di quest'anno. Il confronto corretto è fra dati omogenei: intenzioni di viaggio 2010 e intenzioni di viaggio 2011. Ebbene, il risultato è preoccupante: alla vigilia di agosto 2010, avevano pianificato una vacanza 22.606 mila italiani; alla vigilia di agosto 2011 hanno pianificato una vacanza soltanto 19.370 mila italiani, cioè 3.236 mila in meno, con una flessione del 14%. Si tenga presente che il sondaggio a consuntivo relativo all'agosto 2010, diede poi un risultato nettamente inferiore alle previsioni, registrando solo 15.764 mila vacanzieri effettivi a fronte dei previsti 22.606 mila.
L'indagine di Agriturist evidenzia un quadro preoccupante anche per il movimento turistico complessivo (italiani e stranieri) del trimestre luglio-settembre: lo scorso anno i sondaggi preliminari dell'ONT indicarono una crescita media mensile del 3%; i sondaggi a consuntivo registrarono una flessione del 3,2%. Quest'anno che, per lo stesso periodo, la previsione media mensile è di -0,7%: come andrà a finire?
Con una ulteriore contrazione di arrivi e, soprattutto, pernottamenti - teme Agriturist - che produrrà effetti ancor più negativi sulla ristorazione, che sconta maggiormente l'esigenza dei turisti di contenere le spese. Considerando che il pasto in vacanza è caratterizzato dal consumo prevalente di prodotti agroalimentari di qualità, la perdita di fatturato per l'agricoltura potrebbe, a fine 2011, attestarsi intorno ai 30 milioni di euro. La stessa cifra verrebbe a mancare al settore agricolo per effetto della riduzione delle presenze negli agriturismi, stimata intorno al 3%.
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