Serata in omaggio a Toni Benetton
Un incontro al quale parteciperanno intellettuali e critici d’arte per delineare un’immagine a 360 gradi della figura di Toni Benetton, così ricca di molteplici interrelazioni con i più diversi ambiti del mondo dell’arte.
Gli interventi, arricchiti anche da testimonianze dirette di rapporti di amicizia per dare una raffigurazione a tutto tondo della dimensione umana del maestro, si alterneranno a proiezioni di video e immagini del percorso artistico che rese celebre l’artista a livello internazionale.
“Per celebrare la ricorrenza del decennale della scomparsa di Toni Benetton, scultore che ha diffuso e reso illustre il nome di Mogliano Veneto all’estero – sottolinea l’Assessore alle Politiche Culturali, Leda Luise –, abbiamo scelto di mettere in rilievo dimensioni note e meno note dell’artista. Così come nella mostra al Brolo sono esposte opere meno conosciute, tra cui alcune mai viste dal grande pubblico, allo stesso modo – aggiunge Leda Luise – ci proponiamo con l’incontro del 5 aprile di ripercorrere la memoria degli originali tratti di profonda umanità e dell’eclettica dote artistica del maestro”.
Toni Benetton (1910-1996), già in vita considerato uno dei più importanti scultori italiani, scelse come materiale per eccellenza il ferro. In breve tempo, fu capace di scoprirne tutti i segreti e dimostrò nel corso di una lunghissima attività creativa una inesauribile fantasia nel piegare, forgiare e modellare questo metallo. È un mestiere che apprende da piccolo frequentando la bottega dello zio fabbro. Già a diciassette anni ha una piccola officina ricavata in un angolo del giardino di casa. Fondamentale fu l'incontro con Arturo Martini, suo maestro all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove si diploma nel 1942. Dal 1946, abbandona l'insegnamento e decide di dedicarsi esclusivamente alla lavorazione del ferro. Una lunga carriera costellata di riconoscimenti ufficiali e di premi sia in Italia sia all'estero, culminata con la consacrazione definitiva alla XLII Biennale d’Arte di Venezia del 1986.