Riforma ortofrutta: Confagricoltura, raggiunto accordo
L’accordo riguarda l’applicazione del disaccoppiamento per i prodotti destinati alla trasformazione industriale.
Per gli agrumi il disaccoppiamento sarà totale da subito mentre, per pesche e pere si prevedono tre anni di accoppiato al 100% per passare poi al disaccoppiamento totale.
Per il pomodoro da industria, il periodo transitorio di tre anni sarà accompagnato da una serie di garanzie specifiche a tutela della parte agricola.
In tal senso, la pressante azione di Confagricoltura ha mirato alla salvaguardia dell’imprenditore professionale, impegnato negli anni a garantire qualità e innovazione, assicurandogli il pieno riconoscimento del valore aziendale della sua produzione ed incentivandolo, al tempo stesso, a proseguire nella sua attività.
Il criterio di assegnazione dei titoli disaccoppiati basato sullo “storico aziendale” riconoscerà infatti alle aziende quanto esattamente percepito nel corso di questi anni. Ed alla fine del periodo transitorio la percentuale trattenuta per il pagamento accoppiato riconfluirà nell’importo di riferimento e quindi nei titoli disaccoppiati dei beneficiari storici iniziali. La parte accoppiata, ancorata a parametri storici, garantirà inoltre una corretta programmazione delle superfici.
È stata ferma intenzione di Confagricoltura quella di inserire nel compromesso l’ulteriore garanzia di un impegno a sottoscrivere un accordo interprofessionale triennale con cui programmare l’intero periodo transitorio.
Gli imprenditori agricoli di Confagricoltura hanno dimostrato grande equilibrio e maturità di fronte a scelte non facili.
Si tratta un atto di fiducia nella capacità di tutte le componenti della filiera di utilizzare il triennio transitorio per quello che effettivamente dovrà essere: una fase di adeguamento per il raggiungimento di maggiori livelli di competitività ed efficienza. Per questo motivo l’accordo interprofessionale dovrà impegnare la filiera in un vero e proprio progetto di ristrutturazione.
“L’unico rammarico - conclude Confagricoltura - risiede nella considerazione di come i termini dell’intesa siano stati approfonditi e condivisi al di fuori del tavolo agro-alimentare, solo grazie al senso di responsabilità e alla intelligenza di prospettiva di coloro che l’hanno sottoscritta. Una iniziativa e una proposta di tale portata avrebbero meritato di essere condivise in quella sede istituzionale la cui valenza richiede, a questo punto e alla prova dei fatti, di essere adeguatamente ridiscussa e riformulata”.