“La qualità è una linea di condotta”
La nuova impostazione della Pac e altre disposizioni comunitarie hanno creato i presupposti perché i prodotti agricoli comunitari abbiano requisiti qualitativi di base elevati rispetto alle esigenze di sicurezza e salubrità. E per sviluppare ed identificare prodotti di qualità superiore, riconosciuti ed apprezzati dai consumatori per le loro caratteristiche.
“Occorre proseguire su questa strada - ha continuato il direttore generale della Confagricoltura – tenendo ben presente però che non esistono in astratto produzioni di qualità contrapposte e preferibili ad altre o, peggio, da imporre a tutto il sistema”. Ed ha spiegato che qualità non significa solo biologico, Dop, Igp, e così via. Ma che esistono almeno tre diversi livelli di qualità. Gli standard minimi richiesti a tutti i prodotti, compresi quelli di importazione: requisiti ineludibili di igiene e salubrità. I requisiti obbligatori imposti dalla Unione europea. Le qualità aggiuntive, determinate dalle scelte dell’imprenditore.
“Un processo guidato dal scelte politiche – ha concluso Bianco - ma che dipende da strategie imprenditoriali rivolte al consumatore e che deve, dunque, essere affiancato da efficaci strumenti di mercato e di promozione.”