Vinitaly 2009
Quello di Galan è stato un invito a fare squadra, non solo filiera, mettendo assieme tutti gli artefici della promozione del territorio, dai produttori alla cultura, passando per il turismo. “L’eccellenza dell’agroalimentare – ha affermato – diventa un presidio di qualità all’interno degli spazi destinati alla cultura eccellente”. “Quella che siamo abituati a chiamare la civiltà del vino – ha detto Galan – è una gloria che ci appartiene, è parte essenziale della nostra storia, è forma ed è sostanza dei nostri più affascinanti paesaggi. Se in Italia si può parlare di paesaggio culturale è perché in Italia, oltre al resto, è nata e si è sviluppata la civiltà del vino”.
E venendo ai vini veneti, campioni oggi dell’export italiano e sempre più apprezzati in tutto il mondo, Galan ha accennato al Prosecco, al Valpolicella Amarone, al Tai, al Piave Raboso Malanotte, “alcune tra le eccellenze enologiche che fanno illustre il Veneto in ogni parte del mondo dove si consumi del vino”. Ma è tutta l’enologia veneta che va valorizzata, perché dal territorio regionale emergono anche eccellenze tra i vini da monovitigno, primo fra tutti il Pinot Grigio.
E qui, “va difesa la presentazione di questi prodotti, la loro comunicazione, il loro legame inscindibile con il territorio di provenienza e soprattutto va difeso il legame con la filiera produttiva che ha saputo farli crescere, conoscere e valorizzare. Serve una politica della comunicazione del territorio: strategia condivisa con il mondo delle imprese. Una comunicazione integrata che mette insieme agroalimentare, turismo e cultura. Sto parlando – ha ricordato Galan – di due dei comparti economici più importanti del sistema economico veneto. Appunto, agroalimentare e turismo che questa Regione saprà porre in rapporto con l’universo della cultura, con i musei, con i monumenti e con i grandi episodi espositivi che il Veneto sa proporre in ogni angolo del proprio territorio